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Il rapporto tra la fiscalità del fotovoltaico e la fiscalità ambientale nell'energy market italiano

Informazioni tesi

master per giurista d'impresa
  Autore: Alessio Elia
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2007
Docente/Relatore: Alessandra Pinori
Istituito da: Università degli studi di Genova
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Il punto di partenza della tesi del master per giurista d’impresa, cui si riferisce il presente abstract, é l’analisi degli aspetti fiscali legati al fotovoltaico allo stato attuale della legislazione italiana.
La problematica di cui sopra ha richiesto delle considerazioni in merito al sistema incentivante del conto energia; da tale argomento l’attenzione si é spostata sul complesso di detrazioni legate all’impiego della energia rinnovabile in parola e successivamente ha interessato l’iva, le accise, le imposte sui redditi.
In altre parole, v’é stato un costante sforzo di analizzare il fotovoltaico nella interezza delle sue interazioni con i principali carichi fiscali incidenti sull’attività d’impresa.
L’indagine in merito al modulo tributario che nasce con l’introduzione del conto energia, oltre a basarsi su confronti con le diverse pretese impositive tipizzate in tributi specifici, é stata affiancata da alcune osservazioni sulla prassi della Agenzia delle Entrate (in particolare raccomandazioni), ove si dimostra l’uso della leva fiscale come strumento per incentivare o meno alcune scelte del privato verso l’adozione di misure di sviluppo compatibile.
A tale constatazione si collega una importante sezione dell’indagine: comprendere i limiti e le peculiarità del potere del legislatore nazionale di adottare misure incentivanti compatibilmente con i principi comunitari di natura fiscale: divieto di aiuti di stato con effetti distorsivi e il divieto di discriminazione fiscale e liberalizzazione del settore energetico.
Anche in questo caso lo strumento principale adoperato per l’indagine é il confronto con esempi concreti e cioé sentenze della Corte di Giustizia delle Comunità Europee, norme nazionali e comunitarie.
Accanto al settore costituito dal fotovoltaico, anche se con un peso minore, viene considerato il “certificato verde” sempre dal punto di vista del diritto tributario.
Una volta terminata l’esposizione delle peculiarità del fotovoltaico, l’indagine presente nella tesi suddetta, si concentra su un aspetto più teorico, ma non meno interessante: la fiscalità ambientale come l’habitat nel quale nasce e si sviluppa la leva fiscale intesa come strumento per ottenere obiettivi nell’ambito di uno sviluppo economico sostenibile.
Ciò viene realizzato prendendo in considerazione anche altri tributi con scopo ambientale e teorie come ad esempio quella del doppio dividendo.
E’ questa l’ottica che può interessare il legislatore come l’operatore del diritto, giacché, anche se in modo non centrale, viene considerato, tra gli altri, anche il controverso “principio” di precauzione foriero di grosse problemative interpretative e applicative .
Per concludere, l’obiettivo principale della tesi per il master in giurista d’impresa é tanto quello di fornire uno strumento veloce, ma al contempo, ricco di riferimenti attuali, all’operatore giuridico, alle CCIAA e agli EE.LL, quanto di contriuire a delineare il panorama giuridico del settore preso in considerazione.
E’ interessante notare che proprio il settore della fiscalità ambientale legato alle energie rinnovabili può trovare delle importanti applicazioni a esigenze presenti oppure future di PVS che si stanno avvicinando alle energie rinnovabili (si considerino alcune legislazioni nazionali di alcuni Paesi africani e sudamericani).


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1 -- INTRODUZIONE GENERALE -- L’oggetto della analisi, che si intende sviluppare nella presente opera, é costituito dallo studio dei principali aspetti fiscali del settore economico che ruota intorno alla produzione di energia elettrica attraverso l’impiego di impianti fotovoltaici. Si tratta, invero, di un lavoro caratterizzato dal un continuo sforzo a razionalizzare e descrivere in modo armonico la disciplina della suddetta utility e al contempo creare un costante confronto con la relativa disciplina fiscale. In particolare, l’analisi della produzione energetica con tecnologia fotovoltaica ha imposto allo scrivente il seguente iter: la descrizione della normativa comunitaria in materia di politica ambientale e fiscale; lo studio della struttura legislativa nazionale con espresso riferimento ai certificati verdi, a quelli bianchi ai TEE, alle certificazioni energetiche ai titoli di autoproduttore e alle relative prassi amministrative, considerando sempre le varie conseguenze fiscali; l’indagine intorno alla “fiscalità ecologica” al “tributo ambientale” e in generale alla forza adeguatrice e plasmante della “leva fiscale” nel raggiungimento di determinati obiettivi di natura sociale ed economica. Ma c’é di più: infatti, la suddetta opera oltre ad una descrizione del settore del fotovoltaico italiano, con particolare riferimento all’aspetto fiscale, aspira ad offrire delle basi per un paradigma operativo idoneo a valutare come si possa adoperare la leva fiscale per concretizzare delle politiche ambientali e di sviluppo economico. Ciò non toglie che una particolare attenzione viene sempre dedicata al settore del fotovoltaico. In quest’ottica, l’operatore che si accinge ad immettersi nel mercato delle energie alternative, deve impostare il proprio business plan considerando la sinergia di determinati fattori tributari: iva, II.DD, irap, accise, imposte locali su immobili, addizionali provinciali sulla produzione energetica, contributi che insieme a casi di compatibilità ed incompatibilità con altre agevolazioni impongono di seguire una linea di strategia piuttosto che un altra. Infatti, il settore normativo che si descrive può apparire come congerie di imposte, contributi e norme, assume un’importanza fondamentale la corretta comprensione della natura giuridica dei pilastri del settore del fotovoltaico: la tariffa incentivante, il certificato verde, lo scambio sul posto; ciò senza tralasciare un particolare importante e cioé la circostanza che i suddetti strumenti fiscali operano in un mercato che é comune per tutti gli Stati della Ue, con la conseguenza che non possono ledere i grandi principi della politica fiscale comunitaria: si pensi al divieto di discriminazione, a quello di aiuti di stato superiori ad una determinata soglia, al divieto di imporre dazi anche in modo surrettizio e all’approccio sostanzialmente liberistico della economia europea. In altre parole, gli interventi in esame non possono ledere le regole del mercato intracomunitario. Il progetto di ricerca, che si descrive, si fonda sia su una analisi dettagliata della più moderna e significativa giurisprudenza (Corte di Giustizia delle Comunità Europee; Corte di Cassazione; Corte Costituzionale; Commissioni tributarie; TAR e Consiglio di Stato) e al contempo su illuminanti riflessioni riguardo la necessità di una adeguata leva fiscale per realizzare particolari progetti di politica ambientale 1 . 1 A proposito di intervento di uno strumento agevolativo anche di natura fiscale, é opportune citare Johan Albrecht secondo cui : “the current cost disadvantage of photovoltaics (PV) risks to reduce its relevance in climate policy strategies. Depending on the used assumptions, electricity from PV can become competitive between 2015 and 2040. Cost competitiveness is, however, a conditional criterion and as an alternative to the learning curve perspective, the future role of PV in electricity production is assessed from a portfolio theory or Capital Asset Pricing Model perspective. In this analysis, the focus is on the input price risks. Fossil fuel price volatility can strongly reduce the financial return of conventional generating technologies. From a welfare perspective, energy planners should try to minimise this risk by adding risk-neutral or no-risk technologies to their portfolio. With an analysis for the year 2025, we illustrate how the addition of renewable capacity to an existing portfolio can lower total portfolio risk without a significant reduction of profitability. PV then emerges as an attractive technology, especially once the best locations for wind energy are already developed”

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