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L'eccessiva onerosità sopravvenuta

Precedenti storici, legislativi e presupposti di applicazione della risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta

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1 L’ECCESSIVA ONEROSITA’ SOPRAVVENUTA 1. Precedenti storici e legislativi. Si fanno risalire le origini dell‟istituto della risoluzione per eccessiva onerosità agli scritti di Cicerone e di Seneca, sebbene in tali documenti non si individui una figura autonoma di risoluzione del contratto, né una rappresentazione che si avvicini all‟attuale disciplina espressa dal nostro codice civile. Successivamente, nelle trattazioni filosofiche degli storici romani, si possono rinvenire le prime elaborazioni scritte in cui inizia a teorizzarsi la regola della modificazione delle condizioni contrattuali in presenza di mutamenti dello stato di fatto. L‟istituto si diffuse ben presto nelle elaborazioni dei glossatori e nelle opere dei giuristi del periodo, senza però divenire principio generale e rimanendo quindi limitato a decisioni di singole fattispecie. Nelle successive opere dei postglossatori comincia a farsi strada il principio per cui tutte le dichiarazioni di volontà dovevano intendersi fatte rebus sic stantibus anche se, risultando eccessivamente generica, questa massima si riduceva ad una giustificazione semplicemente verbale delle soluzioni a cui faceva riferimento. I giuristi dell‟età di mezzo utilizzavano la clausola rebus sic stantibus per sottolineare che il contratto poteva reggere solo in quanto rimanesse immutata, in sede di esecuzione, la situazione di reciproco sacrificio e vantaggio tenuta dalle parti al momento

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Angelo Rosario Di Bello Contatta »

Composta da 114 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2172 click dal 09/05/2008.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.