Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Effetti della dominanza sociale nella trasmissione intergenerazionale

Perché si parla di "crisi dei valori"? I genitori sanno trasmettere valori ai figli? Quali? Nel senso comune si suppone che siano i genitori a trasmettere valori ai figli, come se fosse un partimonio che lasciano loro in eredità. Invece, non sempre la trasmissione è un processoup-down, dai genitori ai figli: oggi si stanno delineando spinte bottom-up, dai figli ai genitori, che acqsuisiscono valori all'esterno della famiglia, li portano all'interno e innescano meccanismi di aggiornamento dei valori dei genitori.
Questa tesi è una ricerca sulla trasmissione dei valori in quatto ambiti comportamentali (generale, salute, politica, religione), per valutare se e quanto i genitori trasmettano valori ai figli e perché, spesso, ciò non avviene.
Si colloca in un nuovo filone di ricerca avviato dal genetista Cavalli-Sforza. Si articola in due parti: una teorica, sulla famiglia, il gruppo, la dominanza di uno dei due genitori; una sperimentale, con dati e commenti.

Mostra/Nascondi contenuto.
Commento e ipotesi di spiegazione del dominio “generale” Dall’analisi dei dati risulta una lieve influenza dei genitori nel dominio generale e relativo al valore dell’autonomia; tra i due genitori, quello dominante risulta maggiormente influente. Un’ipotesi di spiegazione sia della scarsa significatività dell’influenza esercitata, sia della maggiore influenza del genitore dominante, può essere derivata dalla teoria di Belsky (1984, 88) esposta nel quadro teorico. Infatti, lo studioso ritiene che intervengano fattori contestuali a determinare l’orientamento valoriale dei figli, nonché il loro profilo cognitivo ed affettivo. Il dominio generale, essendo, appunto, non specifico, non è legato ad una specifica esperienza che il genitore può plasmare, orientando il figlio a orientarla in un certo modo rispetto ad un altro: trattandosi di disposizioni e interazioni non vincolate ad un tema circoscritto, ma più ampiamente alle modalità di interazione con gli altri e con la realtà, risultano più esposte all’influenza di fattori esterni invece che di fattori familiari e domestici. È soprattutto all’esterno della domus che il figlio può modulare le sue interazioni, anche perché le modalità di relazione con le figure di accudimento e di riferimento principale quali sono i genitori sono peculiari e vincolate da una base biologica che non si ritrova nelle relazioni esterne e nelle esperienze extrafamiliare. Soprattutto in uno scenario sociale attuale, dove i figli anche in età infantile, fuoriescono dal “nido” per condurre esperienze in relativa autonomia, relazionandosi precocemente con i pari e con adulti non familiari, come avviene negli asili o nei baby-parking, sono esposti a stimoli

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Margherita Chilelli Contatta »

Composta da 74 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1112 click dal 06/06/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.