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''L'uomo è un mistero da comprendere...e come è bello trovare l'oro sotto la dura scorza''. Prospettive pedagogiche in Fedor Michajlovic Dostoevskij

L'uomo secondo il pensiero di Dostoevskij è un'ineffabile apertura al trascendente e quindi sempre in grado di riscattarsi. L'uomo che non riconosce il suo orizzonte nel divino, rischia la caduta nel nulla. L'ateismo porta alla disperazione giungendo in talune situazioni al suicidio. I personaggi positivi nel mondo dostoevskijano, seppur nella loro amiguità creaturale non riducono l'uomo al mero piano del finito.
Compito del'educatore è quello di educare alla libertà. Il vero educatore, senza giudizi preconfezionati, crea lo spazio affinchè ogni individuo possa esprimersi al meglio e farsi affascinare dalla bellezza della perfettibilità umana.

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4 INTRODUZIONE Riteniamo che chiunque si avvicini all’uomo in una prospettiva educativa, non possa rinunciare a un approccio filosofico: non è possibile comprendere il mistero dell’uomo e della sua educabilità senza uno sguardo “olistico”. La filosofia dell’educazione, a livello più teorico, ma anche la pedagogia a livello più pratico (seppur con tutte le strumentazioni che derivano dalle scienze moderne), dovrebbero avere uno sguardo sinottico sull’uomo e sulle sue complessità e ambiguità. Nel corso del primo capitolo tratteremo della educabilità dell’uomo, ovvero se sia necessario un intervento educativo esterno o se l’uomo abbia in sé le potenzialità per scaturire in tutta la sua ricchezza. Cercheremo, quindi, di problematizzare le questioni fondamentali: se l’uomo sia educabile e, qualora lo sia, in che modo si possa raggiungere il fine senza intaccare il suo potenziale umano. Attraverso i personaggi di Dostoevskij e le loro interazioni ci inoltreremo nella misteriosità dell’educativo, provando a fare luce sulla spinta che porta questo mistero a sconcertarci e a decidere di intraprendere un cammino paideico. Altro passo sarà quello di approfondire come sia possibile avvertire e far avvertire l’esigenza educativa non più come dovere imposto ma come necessità ineludibile e addirittura desiderata, che abbia un interesse primario sull’unicità di ogni persona. Emergerà quindi una lettura esistenziale e complessiva del momento educativo inteso come processo che, avendo per fine ultimo la felicità dell’uomo, giunge ad essa attraversando una necessaria sofferenza. La felicità conquistata – che si manifesta come serenità e pace interiore – altro non sarà che progressiva liberazione, il “riscatto” di sé che attraversa molte delle vicende narrate dall’autore russo. Questa libertà non è totale assenza di vincoli con il mondo, ma al contrario, proprio perché conquistata con il peso delle proprie scelte, esalta il tema

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Giuseppe Nardin Contatta »

Composta da 105 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3409 click dal 19/05/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.