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Nietzsche e il divenire. Pensieri metafisici di un antimetafisico.

La tesi si propone di presentare tutti gli aspetti principali della filosofia di Nietzsche, concentrandosi attorno a quattro nuclei tematici fondamentali:la volontà di potenza, intesa come "concetto" essenziale del pensiero nietzscheano; l'estetica, concepita come discorso sull'arte, a sua volta descritta sia come ambito privilegiato di esplicazione della volontà di potenza, sia come scaturente dai due "stati" di apollineo e dionisiaco; la"morte di Dio", come conseguenza della trasvalutazione di tutti i valori che la filosofia di Nietzsche si propone; l'eterno ritorno dell'uguale, come conseguenza teoretica della nuova impostazione ontologico - assiologica che Nietzsche propone e contemporaneamente come principio di una nuova forma di ethos (la necessità come condizione di possibilità della libertà della volontà).
La tesi vera e propria dell'opera è, in accordo principalmente con il pensiero di Emanuele Severino, che solo con Nietzsche il pensiero occidentale, inteso come scaturente dalla "tematizzazione" del divenire quale "misura" dell'Essere, giunga alle sue più estreme conseguenze. Nietzsche sancisce la catastrofe non solo del suo stesso pensiero, che proprio nel momento fondante, nella dottrina del ritorno, perde ogni appiglio, ma delle stesse fondamenta dell'Occidente, che con l'eterno ritorno dell'uguale scopre la sua contraddittorietà, la sua follia più straniante.

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5 CAPITOLO PRIMO LA VOLONTA’ DI POTENZA Ci sono molte specie di occhi. Anche la Sfinge ha occhi – e quindi ci sono molte specie di “verità”: di conseguenza, non c’è nessuna verità. (F. Nietzsche, La volontà di potenza, § 540) 1. Conoscenza e interpretazione L’aforisma numero 22 di Al di là del bene e del male recita: Mi si faccia venia, come vecchio filologo che non può esimersi dalla malizia di riveder la bucce a certe cattive arti interpretative: ma quella “normatività della natura”, di cui voi fisici parlate con tanta prosopopea come se – esistesse soltanto grazie alle vostra spiegazioni e alla vostra cattiva “filologia”, non è un dato di fatto, un “testo”, ma piuttosto soltanto un riassetto e una distorsione di senso ingenuamente umanitari, con cui venite abbastanza incontro agli istinti democratici dell’anima moderna! “Ovunque uguaglianza di fronte alla legge – in ciò la natura non si trova in condizioni diverse o migliori delle nostre”. Come si è già detto, questa è interpretazione, non testo; e potrebbe venire qualcuno che con un’intenzione e un’arte interpretativa diametralmente opposte sapesse desumere dalla lettura della stessa natura e in relazione agli stessi fenomeni proprio un’affermazione, dispoticamente spregiudicata e spietata , di rivendicazioni di potenza, – un interprete che vi mettesse sotto gli occhi la perentorietà e l’assolutezza insite in ogni “volontà di potenza” in modo tale che quasi ogni parola e persino quella di “tirannide” apparirebbe in

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Fabrizio Cantori Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.