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La comunicazione nel volontariato. Indagine sulla comunicazione esterna delle associazioni ambientaliste

Informazioni tesi

  Autore: Eleonora Galbiati
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Francesco Ferrante
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 228

La tesi nasce con l’intento di verificare l’atteggiamento delle organizzazioni di volontariato nei confronti della comunicazione, verso i suoi linguaggi, i suoi strumenti, le sue metodologie, e di comprendere il loro grado di adeguamento alle situazioni relazionali postulate dall’evolversi di un nuovo sistema comunicativo, di tipo globale.
Attraverso la ricerca empirica si cerca di mettere in evidenza quale rapporto si possa instaurare tra il mondo del volontariato e quello dei mass media, una collaborazione che consenta ad entrambi i soggetti di godere di diversi vantaggi soprattutto in relazione alla credibilità (per i mass media) e alla visibilità (per il volontariato).
In particolare, viene effettuata un’indagine su un piccolo campione di associazioni di stampo ambientalista, associazioni per le quali la comunicazione riveste un ruolo fondamentale, perché funzionale ad uno dei loro scopi principali: informare e mobilitare i cittadini per diffondere su larga scala una cultura civica che fa leva sul senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e dell’intera società.
In particolare ci si è interrogati intorno a 6 aree problematiche: la comprensione del peso e del valore della comunicazione; la conoscenza dei suoi meccanismi (spazi, tempi, logiche editoriali, strumenti, metodologie); l’immaginario del sistema dei media; l’autorappresentazione delle organizzazioni; le concrete attività di comunicazione; i limiti e le competenze da sviluppare.
Nella prima parte del lavoro vengono gettate le basi per comprendere a fondo il mondo del volontariato italiano e in particolare del volontariato ambientalista.
Nella seconda parte, invece, si entra nel cuore della ricerca vera e propria. Dopo aver tracciato un profilo strutturale delle organizzazioni, si è passati ad illustrare i criteri in base ai quali si è proceduto a raggruppare le associazioni in 4 categorie omogenee, ciascuna delle quali esprime un certo grado di evoluzione raggiunto rispetto alla comunicazione. Questa classificazione ha consentito una lettura sintetica e comparata dell’elaborata mole dei dati riportati in seguito nei capitoli dedicati alle strutture dedite alla comunicazione, ai prodotti, ai limiti e alle competenze da acquisire in fatto di comunicazione.
In sostanza si dimostra come le associazioni ambientaliste, mediamente più dinamiche nel settore della comunicazione, producano ogni anno una quantità piuttosto notevole di azioni informative nei confronti dei mass media, dell’opinione pubblica e dei soggetti collaterali al proprio campo d’azione. Queste attività spaziano dall’editoria periodica, ai materiali cartacei informativi o promozionali, alle pubbliche relazioni, agli eventi, al contatto con gli operatori dei mass media. Si è poi visto come queste organizzazioni abbiano saputo sfruttare le opportunità provenienti dalla rete Internet, la quale ha consentito a molte di loro di uscire dall’anonimato e di entrare a far parte a pieno titolo del circuito informativo. Si è quindi misurato il grado in cui queste associazioni si dimostrano consapevoli della propria forza e del proprio ruolo, così come dei propri limiti e delle proprie carenze, manifestando una certa propensione ad evolversi nel prossimo futuro.
Infine si è passati all’analisi di una delle associazioni più evolute presenti nel panorama ambientalista italiano: la Legambiente.
Questo lavoro offre alle tante organizzazioni operanti sia nel mondo della comunicazione sia nel terzo settore una notevole quantità di notizie utili sul rapporto tra il volontariato e la comunicazione.
Tuttavia, dal momento che ad essere fotografata è soltanto una piccola porzione del volontariato, i risultati di questa ricerca non vanno considerati in maniera del tutto “conclusiva” ma, piuttosto, costituiscono delle prime ipotesi di lettura di un fenomeno sufficientemente delineato nei suoi contorni e che si presta ad essere ulteriormente indagato in futuro. In altre parole, questa indagine traccia le basi per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti ed una griglia d’analisi facilmente applicabile ad altre realtà del terzo settore.

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Introduzione 9 INTRODUZIONE Questo lavoro nasce con l’intento di verificare l’atteggiamento delle organizzazioni di volontariato nei confronti della comunicazione, verso i suoi linguaggi, i suoi strumenti, le sue metodologie, e di comprendere il loro grado di adeguamento alle situazioni relazionali postulate dall’evolversi di un nuovo sistema comunicativo, di tipo globale. Il semplice fatto di costituire un’associazione di volontariato è già di per sé un fatto fortemente comunicativo: esprime innanzitutto la volontà di un gruppo di persone di unirsi per condividere le proprie idee, dialogare e confrontarsi con gli altri. In quest’ottica volontariato e comunicazione risultano temi poco distanti, quasi imprescindibili se si considera il volontariato come un’azione tesa alla diffusione di un pluralismo di valori civici fondamentali nell’intera società. Negli ultimi anni, con l’evolversi del ruolo del terzo settore, è progressivamente cresciuto l’interesse delle organizzazioni di volontariato nei confronti della comunicazione, e quella che in passato risultava essere un’attività marginale da realizzare “solo se avanzavano soldi”, è oggi diventata un aspetto strutturale e indispensabile per le associazioni. Risulta, infatti, sempre più chiaro che ormai non basta limitarsi a “fare qualcosa” ma bisogna agire per “far conoscere quello che si fa”.

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