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Disciplina del licenziamento e mercato del lavoro

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Bosi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Riccardo Del Punta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 135

Prendendo spunto dai lavori di Ichino, l'autore tenta di analizzare gli aspetti della disciplina italiana del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, che possono apparire irrazionali e incostituzionali, se si guardano da un punto di vista non prettamente guislavoristico. Nel contesto di questa critica al sistema in vigore, si collocano le proposte di "monetizzazione" del licenziamento per motivo oggettivo, che comporterebbe di escludere il sindacato del giudice sulla sussistenza del motivo. L'autore dà voce agli oppositori delle "teorie ichiniane", per i quali il sindacato sull'esistenza del motivo, da parte di un soggetto terzo, è un elemento indispensabile a garantire la dignità dei lavoratori, contro il rischio di essere considerati (e trattati) alla stregua di macchinari.
Anche in materia di licenziamenti collettivi si ripropone la dialettica tra libertà imprenditoriale ed interesse dei dipendenti alla stabilità. Generalmente la legge 223/1991 è considerata lo strumento principale messo a disposizione delle imprese per "aggiustare" le proprie dimensioni. Ma la giurisprudenza e la dottirina non danno risposte univoche sulla necessità o meno della sussistenza di un "giustificato motivo oggettivo" in relazione ai licenziamenti collettivi, (e quindi sul peso da attribuire al mero rispetto formale delle procedure previste dalla legge, al fine della legittimità della riduzione di personale decisa dall'imprenditore).

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2 PREMESSA Quando ricorre una giusta causa o un giustificato motivo soggettivo, il venir meno del rapporto di lavoro Ł comunque giustificabile anche in un ottica civilistica, in quanto la risoluzione del rapporto determinata dal datore deriva dall inadempimento contrattuale posto in essere dal dipendente. Ma, nel caso del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il lavoratore perde il posto incolpevolmente . La formula dell art. 3, seconda parte, legge n. 604/1966, costituisce una deviazione rispetto alle regole civilistiche , una apertura del legislatore verso le c.d. ragioni dell impresa . 1 Dal punto di vista dei lavoratori, la possibilit di essere licenziati -pur avendo eseguito correttamente la prestazione richiesta- pu essere vista, in effetti, come un ingiustizia. Da quello dei datori di lavoro, nel contempo, la apertura alle ragioni dell impresa , rappresentata dalla nozione di giustificato motivo oggettivo, non Ł affatto soddisfacente. Non tanto per il confronto con il precedente regime della recedibilit ad nutum; infatti, oggi il principio della necessaria giustificazione del licenziamento (per quanto, poi, vi siano opinioni diverse su cosa significhi giustificazione) Ł stato metabolizzato dalla nostra cultura giuridica, ed anzi Ł riaffermato anche a livello europeo.2 Il problema Ł invece l eccessivo grado di incertezza su quanto costi, per l impresa, effettuare un licenziamento (in particolare, l alea riguarda la fase processuale di impugnazione da parte del dipendente, col rischio di doverlo reintegrare e risarcire). Il sindacato del giudice sulla sussistenza del motivo oggettivo Ł sentito come una invasione, da parte del magistrato, di una sfera su cui i datori rivendicano una competenza esclusiva, facendo leva sul principio costituzionale della libert di iniziativa economic a. 1 Gisella De Simone. Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo: l instabile equilibrio tra le ragioni dell impresa e i diritti dei lavoratori, in: Quaderni di diritto del lavoro e delle relazioni industriali. I licenziamenti individuali, Torino, UTET, 2002, p. 23-24 2 Ricordo l articolo 24 della Carta sociale Europea, in cui si parla di una valid reason come condizione necessaria per essere licenziati; e si afferma il diritto dei lavoratori di rivolgersi ad un organo terzo (impartial body). L articolo 30 della Carta di Nizza afferma il diritto di ogni lavoratore alla tutela contro ogni licenziamento ingiustificato, conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali.

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Parole chiave

flessibilità
ichino
insider outsider
licenziamento
mercato del lavoro
monetizzazione
motivo oggettivo
rpi
teorie economiche

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