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L'uso strategico della comunicazione: la terapia ''al microfono'' di rete 180

Il potere persuasivo e strategico della comunicazione, mezzo di potere sociale ma anche terapeutico: la conoscenza della psicologia dell'altro e l'azione per il suo cambiamento.Gli assiomi indispensabili e la loro degenerazione. Applicazione empirica: rete 180.

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3 INTRODUZIONE L’obiettivo di questo lavoro è la proposta di alternative terapeutiche che utilizzano la comunicazione per la cura dei disagi psichici. E’ stata analizzata la comunicazione sotto molteplici aspetti e ci siamo soffermati in particolare su quel tipo di comunicazione che dal punto di vista psicologico mette in risalto gli aspetti relazionali dei processi comunicativi. In questo caso la comunicazione può essere intesa in maniera più olistica e meno riduzionista. Ne abbiamo percorso lo sviluppo, passando dalla considerazione della comunicazione come mero scambio di informazione, all’enfatizzazione dei significati, alla prospettiva che la considera palcoscenico di interazioni, alle teorie che sottolineano l’importanza contestuale. Siamo arrivati, cosi, alla teoria psicologica che fa avvicinare la comunicazione all’identità individuale e alla relazione in senso proprio. La comunicazione funzionale si fonda su regole ben precise che se violate inevitabilmente conducono a difetti comunicativi e di conseguenza a difficoltà relazionali. Queste regole si chiamano assiomi e sono raccolti nella Pragmatica della comunicazione. Ogni violazione potrebbe comportare la compromissione della sfera relazionale. Alcuni teorici sostengono che disturbi relazionali siano anche concausa di schizofrenia e dopo aver cercato di comprendere qual è e da cosa si caratterizza il linguaggio schizofrenico ci siamo addentrati nella teoria che sostiene questa ipotesi per analizzarne il funzionamento: il doppio vincolo. A questo punto la comunicazione ha già due sembianti: funzionale e patologica. Abbiamo cercato la terza: la comunicazione terapeutica che si propone come cura della comunicazione disturbata. Seguendo una certa logica progressiva siamo andati a vedere come lo stesso doppio vincolo possa agire terapeuticamente sulle modalità comunicative distorte. A questo punto non si poteva non fare riferimento alla psicologia strategica. I teorici di questo approccio, infatti, utilizzano un linguaggio che mira alla suggestione del lobo temporale creativo. Questo tende ad influenzare non la realtà della persona (non sarebbe possibile) ma l’interpretazione che la persona dà di tale realtà: interpretazione in partenza non funzionale. In ultima analisi siamo scesi sul campo e abbiamo individuato un'altra alternativa “presumibilmente” terapeutica basata sulla comunicazione: la rete 180. “Presumibilmente” sta a significare che non si basa su dati scientifici, ma è ancora in fase sperimentale. Questa è una radio particolare: è gestita da persone con disagi psichici affiancate da personale medico. Si tratta di una sorta di “radioterapia” intesa non nell’accezione comune ma come terapia basata sul mezzo radiofonico. Ci siamo addentrati in questa realtà per vedere se e fino a che punto la radio può essere un valido mezzo per affrontare particolari situazioni. Non essendoci dati in merito si è cercato di capire basandosi su “quel che si vede” e “ciò che si intuisce”e abbiamo fatto un’analisi del tutto soggettiva, ma non per questo priva di fondamento.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Stefania Saccucci Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.