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La disciplina delle Corporate Opportunities dopo la riforma del diritto societario

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Boccato
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze giuridiche
  Relatore: Ettore Scimemi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 174

L’art. 2391 c.c., relativo agli interessi degli amministratori, all’ultimo comma afferma: “ L’amministratore risponde altresì dei danni che siano derivati alla società dalla utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico.”
Tale enunciato si pone come una sorta di divieto verso determinati comportamenti dell’amministratore di una s.p.a. , ovvero mira a sanzionare una sua specifica condotta “opportunistica”, quella mediante la quale costui tragga vantaggio dall’utilizzazione – per conto proprio o di terzi – di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico .
La recente riforma societaria ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina espressa sulle corporate opportunities, anche se, già nel regime anteriore, la dottrina era pressoché concorde nel considerare che una simile condotta dovesse essere vietata. La presenza di una norma ad hoc consente però di individuare meglio il contenuto tipico della condotta, e permette di assicurare una maggiore effettività al divieto .
Il mio interesse verso questo tema d’attualità è nato grazie ad uno spunto offertomi dal Relatore; spesso i mass media riportano notizie di cronaca e scandali finanziari di grandi società, in cui talvolta emergono problematiche relative allo sfruttamento di opportunità societarie o all’abuso di informazioni da parte degli amministratori. Proprio queste condotte infatti potrebbero apportare danni alle società stesse, e pertanto la loro gestione si configura come una difficoltà sempre attuale. Purtroppo però, nel nostro ordinamento la dottrina in materia non si è molto sviluppata né ampliata, perlomeno non fino ai livelli di quella statunitense, che rappresenta invece un valido parametro di confronto nell’ambito in questione.
Ho voluto pertanto approfondire l’argomento, e lo farò rivolgendo la mia attenzione sia alla dottrina italiana che a quella statunitense, alle relative tematiche ancora aperte, e ai rispettivi punti critici.
Oltre a delineare la natura e le modalità di individuazione di una corporate opportunity, nel mio studio esaminerò la condotta imposta all’amministratore nei confronti della società, dopo aver apprese determinate informazioni, e l’atteggiamento societario nei confronti delle stesse.
Mi soffermerò poi sulla responsabilità dell’amministratore e sulle relative conseguenze sul piano sanzionatorio.
Inotre, proporrò un confronto della disciplina in esame con altre discipline ad essa, per certi versi, affini: tratterò infatti il reato di insider trading (cap. III), ed altre due discipline inerenti al diritto del lavoro, ovvero quelle relative a invenzioni dei dipendenti (cap.IV), e ai cosiddetti trade secrets(cap. V), cui correlerò un'esposizione sulla disciplina della concorrenza sleale(cap.VI).

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INTRODUZIONE L’art. 2391 c.c., relativo agli interessi degli amministratori, all’ultimo comma afferma: “ L’amministratore risponde altresì dei danni che siano derivati alla società dalla utilizzazione a vantaggio proprio o di terzi di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico.” Tale enunciato si pone come una sorta di divieto verso determinati comportamenti dell’amministratore di una s.p.a. , ovvero mira a sanzionare una sua specifica condotta “opportunistica”, quella mediante la quale costui tragga vantaggio dall’utilizzazione – per conto proprio o di terzi – di dati, notizie o opportunità di affari appresi nell’esercizio del suo incarico 1 . La recente riforma societaria 2 ha introdotto nel nostro ordinamento una disciplina espressa sulle corporate opportunities, anche se, già nel regime anteriore, la dottrina era pressoché concorde nel considerare che una simile condotta dovesse essere vietata. La presenza di una norma ad hoc consente però di individuare meglio il contenuto tipico della condotta, e permette di assicurare una maggiore effettività al divieto 3 . Il mio interesse verso questo tema d’attualità è nato grazie ad uno spunto offertomi dal Relatore; spesso i mass media riportano notizie di cronaca e scandali finanziari di grandi società italiane, in cui talvolta emergono problematiche relative allo sfruttamento di opportunità societarie o all’abuso di informazioni da parte degli amministratori. Proprio queste condotte infatti potrebbero apportare danni alle società stesse, e pertanto la loro gestione si 1 Cfr. Francesco BARACCHINI, L’appropriazione delle corporate opportunities come fattispecie di infedeltà degli amministratori di s.p.a., in Il nuovo diritto delle società, Liber Amicorum G.F. CAMPOBASSO, diretto da P. ABBADESSA e G.B. PORTALE, vol. 2, Torino, UTET, 2007, p. 605. 2 Cosiddetta Riforma Vietti. D.lgs. 17 gennaio 2003, n.6. 3 Cfr. Francesco BARACCHINI, L’appropriazione delle corporate opportunities come fattispecie di infedeltà degli amministratori di s.p.a., in Il nuovo diritto delle società, Liber Amicorum G.F. CAMPOBASSO, diretto da P. ABBADESSA e G.B. PORTALE, vol. 2, Torino, UTET, 2007, p. 609. 6

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Parole chiave

art. 2391 cc
brudney e clark
concorrenza sleale art. 2598 cc
corporate opportunities
corporate opportunity
fairness test
informazione developed
informazione downloaded
informazione learned
informazione memorized
informazione privilegiata
insider trading
interesse
interest or expectancy test
invenzioni del dipendente
line of business test
obblighi informazione
obbligo di fedeltà art. 2105 cc
patto di non concorrenza art. 2125 cc
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trade secrets
tuyautage
william savitt

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