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I disturbi del comportamento alimentare psicogeno

Ogni persona che sta risolvendo un disturbo alimentare, si trova ad affrontare numerose battute di arresto prima che i problemi alimentari divengano un ricordo. Informare la paziente e renderla consapevole che possono presentarsi delle ricadute, può già aiutarla a non cadere nel panico, prospettandole che si possono avere anche temporanee perdite di controllo sulle abbuffate e, quindi sull'attacco bulimico.

OBIETTIVO: Combattere la tendenza all'ineluttabilità dell'attacco bulimico per la presenza di uno stato di sfiducia o di hopelessness.

METODOLOGIA: Rivisitare le cause o gli antecedenti esterni o interni, il loro peso, la loro valenza nel produrre il ripetersi della crisi. Cause fisiologiche: l'abbuffata può essere la diretta conseguenza della restrizione dietetica. Attraverso il desiderio di cibo il corpo avverte che non sta ricevendo il nutrimento sufficiente. Anche l'alcool e droghe riducono ogni inibizione psichica, e predispongono ad un aumento dell'alimentazione. Cause psicologiche: noia, depressione, stress, solitudine, inducono ad abbuffarsi perché il cibo, nelle prime fasi, aiuta a superare emozioni negative. Anche una semplice trasgressione può demoralizzare a livello tale da indebolire l'auto-controllo e facilitare l'abbuffata.

TERAPIA: Seguire pasti regolari per ridurre il desiderio di cibo; non saltare i pasti dopo un'abbuffata perché questo programma la prossima; utilizzare in modo più incisivo strategie precedentemente utilizzate appena vengono avvertiti i primi segnali premonitori:

a) rilassamento muscolare, BfB training, training autogeno;
b) tecniche di rinvio delle crisi: contattare il terapeuta ad es., ogni mezz'ora nel tentativo di procrastinare la crisi. Spesso entrare in contatto con il terapeuta può essere sufficiente a sviluppare una reazione emotiva positiva che aiuterà la paziente a mantenere l'autocontrollo;

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4 4 CAPITOLO 1 LA TERAPIA E LA PREVENZIONE DELLA BULIMIA NERVOSA 1.1. L’ approccio psicoterapico alla bulimia nervosa: le terapie individuali, le terapie di gruppo, la terapia familiare Negli ultimi quindici anni sono emersi due principali approcci nel trattamento della bulimia nervosa: quello psicoterapico e quello farmacologico. Per ciascun tipo di trattamento sono stati condotti numerosi studi volti a verificarne l'efficacia. La psicoterapia della bulimia nervosa viene generalmente praticata su base ambulatoriale. L'ospedalizzazione è considerata utile solo quando sussistono condizioni particolari, quali il rischio di suicidio, gravi alterazioni e scompensi fisiologici indotti dalle diete, dalla pratica del vomito e dell'uso di lassativi (es. un peso molto basso), estremo isolamento sociale, fallimento del trattamento ambulatoriale. In tali casi, il ricovero della paziente mira in primo luogo ad interrompere il modello alimentare alterato: i soggetti seguono un'alimentazione controllata e sono costantemente seguiti da un'infermiera che assiste ai pasti e controlla che in seguito non vengano attuate pratiche eliminatorie. Contemporaneamente, viene iniziata una psicoterapia individuale e/o di gruppo, unita mente ad un trattamento farmacologico adeguato. Diverse forme di psicoterapia, sia individuale che di gruppo, sono state elaborate per il trattamento della patologia. Riferendoci alle psicoterapie individuali, il tipo di approccio attualmente più usato è quello di tipo cognitivo – comportamentale. Un'altra forma di psicoterapia individuale è la terapia interpersonale. Il fondamento teorico di questa terapia parte dall'assunto che la patologia alimentare sia originata e sostenuta da una serie di eventi interpersonali stressanti che si verificano nel corso della vita del soggetto, come tutti i cambiamenti di ruolo e gravi

Tesi di Dottorato

Dipartimento: Lugano (Svizzera)

Autore: Laura Maria Iole Secci Contatta »

Composta da 101 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2688 click dal 30/05/2008.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.