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La recente evoluzione della normativa aerea e la disciplina degli Open Skies

Il regime inerente la navigazione aerea trae le sue origini dalla disciplina inerente la navigazione marittima, il cui complesso normativo risale addirittura al Medioevo, ove per la prima volta si parla di mare territoriale e si fa riferimento al concetto di assoluta libertà dei mari sancito da Grozio. Su tale concezione pone le sue basi il regime della navigazione aerea. Viene per la prima volta riconosciuto lo spazio aereo sovrastante il territorio di uno Stato, come spazio ove lo Stato stesso può esercitare la propria sovranità; sovranità che viene successivamente affermata e tutelata dallae Convenzione di Parigi del 1922 e dalla Convenzione di Chicago del 1944, ove vengono altresì individuate e garantite le prime cinque libertà dell'aria. Alla Convenzione di Chicago del 1944, fanno seguito importanti accordi bilaterali, disciplinanti, in particolare, il traffico aereo tra Stati Uniti e Gran Bretagna: gli Accordi delle Bermuda I e II, che rappresenteranno la base di tutti i futuri accordi in materia di navigazione aerea. Tuttavia verso la fine degli anni settanta la disciplina inerente al trasporto aereo fin ora in vigore, subisce un radicale cambiamento, consecutivo all'emanazione nel 1978 dell'Airline Deregulation Act (ADA) in territorio statunitense che decreta l'inizio di quel fenomeno denominato deregulation, che porterà ad uno stravolgimento ed ad una imponente evoluzione della normativa aerea a livello mondiale. La ventata innovativa derivante da tale deregulation sortisce i suoi effetti anche in ambito europeo, ove il trasporto aereo è stato caratterizzato da un rigido protezionismo e nazionalismo. Inizia verso la fine degli anni ottanta un lento e graduale procedimento di liberalizzazione del mercato del trasporto aereo attraverso l'introduzione di tre pacchetti normativi i cui scopi precipui si palesano principalmente con la liberalizzazione dell'accesso al mercato e la liberalizzazione delle tariffe. Intento fondamentale ed essenziale della Comunità Europea è la creazione di un cielo unico europeo, obiettivo raggiunto nel 2004 attraverso l'emanazione di quattro regolamenti contenenti norme statuenti i principi generali per l'istituzione del cielo unico europeo e norme d'attuazione di tali principi. Per cui, mentre in ambito Europeo, il traffico aereo viene disciplinato da una una normativa comunitaria, univoca ed unitaria, i traffici aerei tra Paesi dell'Unione Europea e Paesi extra-comunitari, sono regolati da accordi bilaterali intercorrenti tra gli stessi. Tuttavia, alcuni di questi accordi, in particolare quelli stipulati tra alcuni Paesi membri e Stati Uniti d'America, sono stati denunciati dalla Corte di Giustizia Europea nel 1998 in quanto ritenuti lesivi di alcune fondamentali disposizioni del Trattato istitutivo la CE e violanti altresì il riparto delle competenze esterne tra Comunità Europea e Stati Membri. Il 5 novembre 2002 vengono emanate da parte della Corte di Giustizia Europea, otto sentenze nei confronti degli otto Stati membri firmatari degli accordi di Open Sky con gli Stati Uniti, le cui conseguenze hanno avuto ripercussioni non solo nei confronti di tali Stati membri, ma anche nei riguardi di altri Stati membri che, dopo la denuncia e prima della sentenza, avevano stipulato simili accordi con gli USA (tra cui anche l'Italia). Uno degli effetti derivanti dalla pronuncia di tali sentenze, fu il conferimento, nel giugno del 2003, da parte dell'Unione Europea alla Commissione un mandato relativo all'avvio dei negoziati con gli Stati Uniti per la conclusione degli accordi bilaterali E' con tale mandato che hanno inizio le trattative tra Unione Europea Stati Uniti d'America, il cui obiettivo precipio è quello di creare uno spazio aereo senza frontiere, la c.d. Open Aviation Aera, comprendente i territori e gli spazi aerei dell'UE e degli USA. A conclusione di tali negoziazioni, nel maggio 2007 viene siglato lo storico accordo di tra Unione Europea e Stati Uniti, sulla liberalizzazione del trasporto aereo, il quale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea il 25 maggio 2007, sostituisce tutti i precedenti accordi bilaterali intercorsi tra USA e UE, a partire dalla Convenzione di Chicago. Grazie a tale accordo di "cieli aperti tra UE e USA" qualsiasi compagnia aerea, sia essa americana od europea, potrà collegare qualsiasi città delle due realtà geografiche, originando e terminando in qualsiasi punto rispettivamente del territorio europeo e del territorio statunitense.

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4 CAPITOLO I LA NASCITA DEL DIRITTO AEREO 1.1 – LA NASCITA DEL DIRITTO AEREO Il regime riguardante la navigazione aerea, trae le sue origini dalla disciplina inerente la navigazione marittima, il cui complesso normativo risale addirittura al Medioevo. E’ nel Medioevo, infatti, che per la prima volta si parla di mare territoriale, ed è in questo periodo che iniziano a farsi sentire le pretese di sovranità assoluta sollevate da alcuni Stati relativamente a mari considerati particolarmente importanti, in quanto teatro di attività economiche e militari (i.e. Venezia sull’Adriatico, Genova sul Mar Ligure, Danimarca e Svezia sul Baltico etc.). In questi mari, le potenze dominanti esigono un atto di sottomissione delle navi che vi transitano, si attribuiscono diritti di giurisdizione, pretendono il monopolio del commercio e della pesca. Con la successiva scoperta dell’America, sorge la questione riguardante la libertà degli oceani, che viene per la prima volta discussa dal giurista olandese Grozio - XII secolo - il quale sancì la assoluta libertà dei mari (ovviamente in Grozio è determinante l’interesse dell’Olanda a godere del massimo di libertà per la sua flotta e dei suoi traffici marittimi) 1 . 1 Agli inizi il principio della libertà era diretto ad evitare ogni interferenza da parte degli Stati che pretendevano di stabilire la loro sovranità sugli oceani. Per questo motivo, per molto tempo la nozione di libertà è stata intesa in senso negativo, in quanto il suo contenuto era composto soprattutto da divieti: divieto di far pagare di diritti di passaggio; divieto di esercizio della giurisdizione; divieto di

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Flaminia Sbroscia Contatta »

Composta da 185 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.