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Politiche per la crescita in Europa - Il caso specifico della politica della concorrenza

Informazioni tesi

Master in studi europei e relazioni internazionali
  Autore: Massimiliano Maiello
  Tipo: Tesi di Master
Master in
Anno: 2006
Docente/Relatore: Bacchielli Paolo
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 54

Il Ventunesimo secolo è iniziato sull’onda lunga degli sviluppi economici del secolo scorso che ha lasciato irrisolte tutte quelle problematiche di natura economica, politica e sociale a cui ancora non è stata trovata una soluzione in un’ ottica di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale. In particolare, al fine di evitare il rischio di un lento ma inesorabile ripiegamento su se stessa, è necessario per l’Europa un nuovo slancio alla crescita economica e sociale del sistema mondiale, quale volano per il miglioramento di qualsiasi processo internazionale, dall’economia alle politiche sociali, dalla soluzione dei problemi ambientali all’ immigrazione con la susseguente integrazione razziale.
Il fenomeno della cosiddetta “Globalizzazione”, ormai posto al centro di tutti i processi politici ed economici, presuppone una visione del mondo globale ed uniforme. Attraverso questo fenomeno si sta sviluppando un processo di armonizzazione mondiale degli standard tecnologici, soprattutto per quel che concerne i mezzi di telecomunicazione ed i processi industriali, che agevolano lo scambio di informazioni e di conoscenze, creando una base uniforme che puo’ agevolare l’accesso e il dinamismo dei diversi soggetti istituzionali e imprenditoriali, aiutando lo sviluppo dell’industria, stimolando la competizione e apportando maggiori comforts ai consumatori. Nonostante questi aspetti positivi, si stanno però gradualmente eliminando le differenze esistenti tra i molteplici sistemi mondiali, causando una chiusura al possibile ingresso di nuovi attori e di nuove politiche, con i quali dover competere. In particolare, l’effetto maggiormente preoccupante della globalizzazione consiste nel differente grado di distribuzione della crescita sia dal punto di vista geografico, in quanto risulta difforme nelle varie zone del mondo (in primis in Africa dove il gap con il resto del mondo sta aumentando) e sia dal punto di vista sociale, con un efficacia distorta nei diversi strati sociali delle popolazioni.
Gli Stati Uniti, attraverso la loro politica economica, sono il traino principale della globalizzazione.
L’Europa si presenta al Ventunesimo secolo quale prima potenza economica mondiale, ma con l’ancestrale debolezza politica. Molte sono le sfide su cui dovrà cimentarsi per raggiungere quella completezza che la faccia assurgere a potenza geopolitica, abbandonando in maniera definitiva la nomea di “nano” politico. Per la realizzazione di questo obiettivo, in primo luogo, sarà necessario avviare lo sviluppo politico-istituzionale attraverso l’approvazione della Carta Costituzionale, quale primo passo verso una Europa politica, inoltre sarà necessario definire l’estensione geografica dell’UnioneTP PT e completare la realizzazione del Mercato Unico, e per ultimo concertare una politica economica che possa sostenere l’impatto della concorrenza delle nuove potenze industriali. La globalizzazione comporterà nuove sfide anche per l’Unione Europea dal punto di vista della necessità di estendere le capacità di adattamento dei mercati del lavoro, ma allo stesso tempo, sta offrendo nuove prospettive come risultato di una maggiore apertura dei Paesi terzi.
Le principali potenze economiche sono chiamate alla riformulazione delle loro strategie in funzione della nuova concorrenza proveniente dall’ Asia che, lentamente ma costantemente, sta sviluppando una spiccata propensione alla concorrenza in tutti i settori dell’economia e nella ricerca delle risorse energetiche sia tradizionali che rinnovabili. Il controllo di queste ultime rappresenta il futuro campo di competizione per le potenze economiche mondiali. Nell’analisi della situazione economica mondiale una trattazione a parte merita l’Italia che presenta un quadro che rispecchia l’impostazione europea ma con alcune peculiarità, spesso negative, che la contraddistinguono da tutte gli altri Stati Membri e sulle quali sarà necessario trovare delle soluzioni precise al fine di colmare il gap che non le permette di avvicinare i ritmi di crescita dei più importanti paesi industrializzati dell’ Europa e del mondo.
In questo studio svilupperemo in particolar modo il tema della concorrenza, presentando i recenti sviluppi dell’Unione Europea e l’impostazione statunitense, ponendo l’accento sulle differenze alla base delle due politiche e sul ruolo della competitività nello sviluppo delle altre politiche nazionali, ad esempio la politica estera. Focalizzeremo l’attenzione sull’evoluzione della concorrenza europea quale concreto fattore di crescita, il suo effettivo ruolo per la realizzazione di questo obiettivo, verificando la presenza o meno di possibili deviazioni dal tema. Infine valuteremo la possibilità di una futura convergenza delle due potenze economiche per le rispettive politiche della concorrenza.

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INTRODUZIONE Il Ventunesimo secolo è iniziato sull’onda lunga degli sviluppi economici del secolo scorso che ha lasciato irrisolte tutte quelle problematiche di natura economica, politica e sociale a cui ancora non è stata trovata una soluzione in un’ ottica di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale. In particolare, al fine di evitare il rischio di un lento ma inesorabile ripiegamento su se stessa, è necessario per l’Europa un nuovo slancio alla crescita economica e sociale del sistema mondiale, quale volano per il miglioramento di qualsiasi processo internazionale, dall’economia alle politiche sociali, dalla soluzione dei problemi ambientali all’ immigrazione con la susseguente integrazione razziale. Il fenomeno della cosiddetta “Globalizzazione”, ormai posto al centro di tutti i processi politici ed economici, presuppone una visione del mondo globale ed uniforme. Attraverso questo fenomeno si sta sviluppando un processo di armonizzazione mondiale degli standard tecnologici, soprattutto per quel che concerne i mezzi di telecomunicazione ed i processi industriali, che agevolano lo scambio di informazioni e di conoscenze, creando una base uniforme che puo’ agevolare l’accesso e il dinamismo dei diversi soggetti istituzionali e imprenditoriali, aiutando lo sviluppo dell’industria, stimolando la competizione e apportando maggiori comforts ai consumatori. Nonostante questi aspetti positivi, si stanno però gradualmente eliminando le differenze esistenti tra i molteplici sistemi mondiali, causando una chiusura al possibile ingresso di nuovi attori e di nuove politiche, con i quali dover competere. In particolare, l’effetto maggiormente preoccupante della globalizzazione consiste nel differente grado di distribuzione della crescita sia dal punto di vista geografico, in quanto risulta difforme nelle varie zone del mondo (in primis in Africa dove il gap con il resto del mondo sta aumentando) e sia dal punto di vista sociale, con un efficacia distorta nei diversi strati sociali delle popolazioni. Gli Stati Uniti, attraverso la loro politica economica, sono il traino principale della globalizzazione. In qualità di unica superpotenza rimasta dopo la fine della Guerra Fredda, gli USA stanno cercando di indirizzare la politica economica mondiale al soddisfacimento dei propri 3

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