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Europa Federale: una visione personale

Nel corso del Ventunesimo secolo, l’Unione Europea completerà il suo processo di integrazione sia per quel che concerne la sua estensione geografica sia dal punto di vista prettamente politico – istituzionale. In una mia personale visione, l’Europa diverrà uno Stato federale nel quale gli Stati nazionali non avranno più ragion d’essere. Al processo di dissoluzione degli Stati nazionali si affiancherà lo sviluppo armonico di una nuova realtà amministrativa, attraverso la quale i Popoli europei riusciranno a vivere in pace tra loro, eliminando i nazionalismi, che hanno caratterizzato la storia europea dal 1500 ad oggi.
In un panorama internazionale sempre più dinamico, e per questo incerto e insicuro, il peso politico del tradizionale Stato nazionale diventerà sempre meno rilevante nel mondo. L’esigenza di poter influire attivamente e in modo preponderante sulle politiche mondiali, farà sì che i Paesi europei rinuncino in maniera definitiva alle loro secolari prerogative nazionali, in nome di una “sopravvivenza” a livello internazionale, per fondersi in un'unica entità federale. L’Europa, finalmente, si presenterà al mondo come un’unica identità politica, in grado di competere con tutti gli attori statali nei diversi scenari internazionali, tutelando i propri interessi ed esportando, in modo univoco, la propria diversità culturale, le proprie tradizioni plurietniche, la propria varietà linguistica, la sua evoluzione millenaria, con una sola espressione, il suo “acquis communautaire”. Inoltre, riuniti insieme nella futura Federazione Europea, i Popoli europei potranno affrontare le emergenti esigenze politiche, economiche e sociali del panorama mondiale, attinenti al fenomeno della “Globalizzazione”, che altrimenti diventeranno sempre più difficili da sostenere rimanendo separati e in perenne disaccordo, come dimostra la storia degli Stati nazionali europei.
Questa personale ipotesi di Europa presuppone il fatto che tutti i Popoli del continente mettano da parte le proprie rivalità, in nome di uno spirito europeista, che superi le barriere nazionali, che consideri le diversità politiche, culturali ed economiche esistenti come una ricchezza comune con l’anelito di concorrere insieme, in maniera costruttiva, alla realizzazione di quella che oggi appare come una utopia di difficile attuazione. All’interno della Federazione Europea, i Popoli potranno sviluppare completamente tutte le proprie capacità produttive nei diversi settori, con l’esaltazione delle loro diversità, affermando il fondamentale valore dell’eterogeneità all’interno di un soggetto politico unitario, costituito con la precipua finalità di salvaguardare tutte le eccellenze esistenti, allo scopo di una integrazione ottimale.
Il processo di armonizzazione, sviluppato nei primi 50 anni di vita dell’Unione Europea, comporterà la completa integrazione delle strutture politiche ed economiche dei Paesi Membri, che decideranno di affidare la tutela dei propri interessi nazionali al nuovo soggetto sovrastatale, la Federazione Europea, la quale sarà fondata sulle precedenti istituzioni comunitarie, ma in una veste completamente nuova e innovativa rispetto alle tradizionali forme preesistenti. La nascente Federazione Europea rappresenterà l’espressione politica di quello spirito unitario che coinvolgerà tutti i Popoli europei, desiderosi di intraprendere la via della completa integrazione.
Lo sviluppo del processo, che porterà alla nascita del nuovo soggetto internazionale europeo, sarà stimolato dall’azione dei cittadini di tutta Europa, ma soprattutto dalle esigenze del mondo dell’economia continentale che vedrà nella creazione della Federazione, la possibilità di essere maggiormente competitivi, rafforzando le proprie posizioni nell’economia mondiale. Con questa specializzazione economica si potrà alimentare un circolo economico virtuoso dell’Europa, che permetterà di mettere in comune tutte le risorse provenienti dalle diverse economie territoriali, con l’ottimizzazione del sistema generale. In questo quadro si collocheranno le nuove istituzioni a livello comunitario, che riprendendo le tradizionali forme nazionali, si distingueranno per essere altamente rappresentative delle diverse realtà territoriali ed economiche. Allo stesso tempo, le future istituzioni europee, in primis la Presidenza, rappresenteranno gli interessi politici ed economici della Federazione Europea nel consesso mondiale.

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INTRODUZIONE “Gli stati europei sono divenuti un anacronismo storico” Luigi Einaudi, 1918 Nel corso del Ventunesimo secolo, l’Unione Europea completerà il suo processo di integrazione sia per quel che concerne la sua estensione geografica sia dal punto di vista prettamente politico – istituzionale. In una mia personale visione, l’Europa diverrà uno Stato federale nel quale gli Stati nazionali non avranno più ragion d’essere. Al processo di dissoluzione degli Stati nazionali si affiancherà lo sviluppo armonico di una nuova realtà amministrativa, attraverso la quale i Popoli europei riusciranno a vivere in pace tra loro, eliminando i nazionalismi, che hanno caratterizzato la storia europea dal 1500 ad oggi. In un panorama internazionale sempre più dinamico, e per questo incerto e insicuro, il peso politico del tradizionale Stato nazionale diventerà sempre meno rilevante nel mondo. L’esigenza di poter influire attivamente e in modo preponderante sulle politiche mondiali, farà sì che i Paesi europei rinuncino in maniera definitiva alle loro secolari prerogative nazionali, in nome di una “sopravvivenza” a livello internazionale, per fondersi in un'unica entità federale. L’Europa, finalmente, si presenterà al mondo come un’unica identità politica, in grado di competere con tutti gli attori statali nei diversi scenari internazionali, tutelando i propri interessi ed esportando, in modo univoco, la propria diversità culturale, le proprie tradizioni plurietniche, la propria varietà linguistica, la sua evoluzione millenaria, con una sola espressione, il suo “acquis communautaire”. Inoltre, riuniti insieme nella futura Federazione Europea, i Popoli europei potranno affrontare le emergenti esigenze politiche, economiche e sociali del panorama mondiale, attinenti al fenomeno della “Globalizzazione”, che altrimenti diventeranno sempre più difficili da sostenere rimanendo separati e in perenne disaccordo, come dimostra la storia degli Stati nazionali europei. Questa personale ipotesi di Europa presuppone il fatto che tutti i Popoli del continente mettano da parte le proprie rivalità, in nome di uno spirito europeista, che superi le barriere nazionali, che consideri le diversità politiche, culturali ed economiche esistenti come una ricchezza comune con l’anelito di concorrere insieme, in maniera costruttiva, alla realizzazione di quella che oggi appare come una utopia di difficile attuazione. All’interno della Federazione 3

Tesi di Master

Autore: Massimiliano Maiello Contatta »

Composta da 18 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2600 click dal 09/06/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.