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Italia e Svizzera: servizi di sostegno a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Daria Beretta
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Mina De Santis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

Questo lavoro non vuole giudicare quale sia il migliore sistema per fare educazione speciale, ma vuole mostrare le differenze che ci sono nelle scuole dell’obbligo tra l’Italia e la Svizzera, quando si è in presenza di allievi diversamente abili e/o con difficoltà dell’apprendimento. Quindi la differenza tra il servizio di sostegno in Italia e il servizio di sostegno pedagogico in Svizzera. È risultato d’obbligo presentare anche la scuola speciale poiché in Svizzera è prevista una classe differenziata per i soggetti diversamente abili. Il sevizio di sostegno pedagogico si occupa soltanto di ragazzi disagiati che non presentano gravi handicap.

All’interno di questo lavoro verrà rivolta un’attenzione particolare al tema dell’integrazione. Al fine di aiutare i soggetti a condurre una vita personalmente e socialmente migliore è necessario adottare una prospettiva integrativa. Verrà illustrata la sua importanza all’interno delle strutture scolastiche e anche in ambiti extrascolastici. La risposta all’integrazione non può essere costituita solo dalla presenza di un insegnante di sostegno. Occorre che vi sia un progetto di integrazione in cui ogni operatore abbia un suo ambito di responsabilità.

Affronteremo successivamente la questione del disadattamento scolastico in quanto le difficoltà di apprendimento e di adattamento scolastico, da una parte costituiscono una costante sfida all’insegnamento, dall’altra offrono materia di studio e di ricerca a psicologi e pedagogisti. In gran parte tali difficoltà sono legate ai ritmi di crescita psicologica e cognitiva che, nei vari individui, presentano delle differenze sostanziali sia dal punto di vista quantitativo (tempi necessari per l’acquisizione di una determinata nozione), sia da quello qualitativo (settori della costruzione della conoscenza che risultano privilegiati rispetto ad altri).
Diversi sono i mezzi di cui un sistema scolastico dispone per affrontare le difficoltà d’apprendimento. Ognuno di essi sottintende un modo diverso di concepire l’insuccesso scolastico e le strategie educative atte a contenere lo stesso.

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1 INTRODUZIONE Questo lavoro non vuole giudicare quale sia il migliore sistema per fare educazione speciale, ma vuole mostrare le differenze che ci sono nelle scuole dell’obbligo tra l’Italia e la Svizzera, quando si è in presenza di allievi diversamente abili e/o con difficoltà dell’apprendimento. Quindi la differenza tra il servizio di sostegno in Italia e il servizio di sostegno pedagogico in Svizzera. È risultato d’obbligo presentare anche la scuola speciale poiché in Svizzera è prevista una classe differenziata per i soggetti diversamente abili. Il sevizio di sostegno pedagogico si occupa soltanto di ragazzi disagiati che non presentano gravi handicap. La scelta di questo tema non è stata casuale, ma motivata principalmente dal fatto che frequentando sia la realtà svizzera che quella italiana ho avuto modo di riscontrare una notevole differenza per quanto concerne il modo di affrontare il problema dell’educazione speciale. Questo argomento ha comportato una mia ricerca su più fronti: reperimento di documenti presso gli uffici competenti (Ufficio Scolastico Regionale di Perugia e Ufficio dell’Educazione Speciale di Bellinzona), le diverse biblioteche e Internet; consultazione con l’amministrazione dell’Alta Scuola Pedagogica (ASP) di Locarno; e colloqui con persone coinvolte in progetti di educazione speciale.

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Parole chiave

difficoltà di apprendimento
disadattamento scolastico
educazione
educazione sociale
educazione speciale
handicap
integrazione
italia
pedagogia speciale
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servizi
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sostegno pedagogico
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