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Caratteristiche botaniche, chimiche, farmacologiche ed usi terapeutici delle piante note nella medicina popolare per le loro proprietà diuretiche

La ricerca bibliografica è stata condotta su 57 piante appartenenti a 26 Famiglie botaniche di cui, molte, sono di uso popolare in Sicilia.
La schematizzazione dei dati permette di fare un confronto tra le caratteristiche botaniche, chimiche, tipo di azione, indicazioni e controindicazioni delle piante considerate.
Da esso emerge:
-la specifica parte della pianta (droga) cui riferire le proprietà diuretiche
-che l’effetto diuretico è correlato alla presenza di specifiche sostanze chimiche
-che proprietà diuretiche manifestano specie, appartenenti a generi diversi di una stessa famiglia botanica, accumunate dalla presenza di particolari costituenti chimici
L’”uso razionale” delle piante diuretiche, scelto per risolvere piccole ma ricorrenti patologie dell’apparato urinario, ma non solo, può essere, quindi, una maggiore garanzia di sicurezza per i pazienti. Le informazioni raccolte sono utili, inoltre, nell’ambito di un attuale sviluppo della Fitofarmacovigilanza vista la sempre più frequente segnalazione di interazioni tra farmaci, alimenti e prodotti fitoterapici

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2 INTRODUZIONE Le piante si distinguono dagli appartenenti al mondo animale per una caratteristica ben precisa:mentre gli animali hanno bisogno di prelevare dall’ambiente esterno il nutrimento necessario alla loro sopravvivenza, le piante sono una sorta di piccolo “laboratorio chimico” e partendo da poche molecole di base come acqua, anidride carbonica e sali minerali sono capaci di elaborare da sé il proprio nutrimento e prodotti che aiutano a ripristinare il normale funzionamento dell’organismo umano alterato da vari eventi patologici, i cosidetti “medicamenti”. Fin dall’origine dell’uomo a tale scopo erano usate le proprietà terapeutiche delle piante basandosi su osservazioni casuali, leggende e credenze, le quali spesso non avevano alcun fondamento scientifico. A cavallo fra il ‘700 e l’800, evolvendosi le diverse tecniche estrattive, vennero isolati alcuni principi attivi naturali, come la chinina dalla china, la morfina dall’oppio, la stricnina dalla noce vomica, la caffeina dal caffé. Ciò permise la nascita delle prime industrie farmaceutiche il cui scopo principale era quello di isolare i principi attivi dotati di specifiche proprietà terapeutiche per poterli poi commercializzare sotto forma di specialità farmaceutica. Durante tutto il ‘900 e in particolare dopo la seconda guerra mondiale, sono stati scoperti nuovi farmaci che hanno contribuito a debellare malattie che nei secoli scorsi avevano mietuto tante vittime, come gli antibiotici, i farmaci contro la tubercolosi, gli antimalarici, oppure altri che hanno migliorato la qualità della vita, come antistaminici, antidepressivi, tranquillanti, antinfiammatori. Le piante medicinali vengono, in questo periodo relegate nell’ambito della medicina popolare perché il loro uso è considerato frutto di ignoranza. In particolare dopo il “caso

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Pamela Cammareri Contatta »

Composta da 219 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3235 click dal 06/06/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.