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Effetto della somministrazione orale di piante rese transgeniche per la GAD65 umana nel diabete autoimmune del topo NOD

Primo tentativo di prevenzione e ritardo nella comparsa del T1DM autoimmune in modelli animali della malattia, quali il topo NOD, attraverso la somministrazione di piante rese transgeniche per antigeni insulari umani. Il miglioramento delle metodologie di biologia molecolare e la migliore conoscenza dei meccanismi di induzione della tolleranza immunologica per via orale, della efficienza della presentazione dell’antigene e di eventuali azioni adiuvanti potranno rendere disponibili, in un prossimo futuro, i mezzi tecnici adatti a provare l’ipotesi sperimentale che avevamo formulato in fase di progettazione del nostro studio. Nuovi protocolli sono già in via di definizione per chiarire i punti discussi.

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3 INTRODUZIONE Il termine diabete mellito descrive una sindrome che in realtà include diverse condizioni patologiche e che è caratterizzata, nelle sue manifestazioni cliniche, dagli effetti di un alterato metabolismo dei carboidrati e conseguente iperglicemia. Questa condizione è determinata da un deficit, assoluto o relativo, della secrezione insulinica pancreatica, associato o meno ad una ridotta azione dell’insulina a livello periferico (insulino-resistenza). Il diabete mellito di tipo 1 o insulino-dipendente (T1DM) è una malattia autoimmune caratterizzata dalla distruzione delle cellule ß insulari pancreatiche. Il complesso processo distruttivo autoimmune che sottende la malattia si manifesta clinicamente con un deficit funzionale caratterizzato da una carenza pressoché assoluta, e fisiologicamente inadeguata, della secrezione insulinica. Il termine “insulino-dipendente”, ora obsoleto, deriva, infatti, dall’inderogabile necessità di trattare con insulina esogena i pazienti affetti da tale forma di malattia. In effetti, un tempo, le persone colpite da T1DM presentavano un elevatissimo tasso di mortalità, a breve termine dall’esordio clinico della malattia, a causa della insostituibile perdita della capacità di secrezione dell’insulina da parte del pancreas e delle conseguenti alterazioni metaboliche, incompatibili con la sopravvivenza. La scoperta ed il successivo impiego terapeutico dell’insulina hanno reso possibile la sopravvivenza a milioni di pazienti, rendendo il T1DM una malattia cronica, gravata dalla comparsa di numerose ed invalidanti complicanze. Il miglioramento delle terapia del T1DM e, possibilmente, la prevenzione della completa perdita della capacità secretiva betacellulare in individui a rischio migliorerebbero la qualità di vita dei singoli pazienti e rappresenterebbero un reale vantaggio sociale. La prima evidenza scientifica del coinvolgimento del sistema immunitario nella patogenesi del T1DM si è avuta nei primi anni ’60 con la descrizione autoptica dell’infiltrato cellulare delle insule pancreatiche in soggetti diabetici venuti a morte per le complicanze acute della malattia. Sebbene tale rilievo non sia

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Sara Bontempi Contatta »

Composta da 171 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.