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Il turismo a Giulianova: tra musica e danza, storia e cultura. Prospettive e sviluppo.

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe D'agostino
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Teramo
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Francesco Sanvitale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 118

Il primo luogo a Giulianova in cui si esegue musica per i turisti è il piazzale della stazione ferroviaria, dove la banda cittadina diretta dal M° Luigi Leone accoglieva i turisti durante le sere d’estate a fine ‘800. Infatti, a Giulianova si comincia a parlare di balneazione verso la fine dell’800. Fino ad allora, la città era sviluppata solo nella parte alta. La cosiddetta “Borgata Marina” si sviluppa grazie all’apertura della ferrovia adriatica nel 1863 e quella verso Teramo nel 1884. Inoltre alcuni benestanti e politici di allora cominciarono a cogliere la vocazione balneare della costa, anche sull’onda di quello che stava accadendo in altre località come Sanremo, Viareggio, Lido di Venezia, Rimini. Le amministrazioni comunali incentivarono la costruzione di uno stabilimento balneare, che fu realizzato nel 1875 e chiamato “Venere”. Fu costruito sul modello “piattaforma” che già esisteva a Rimini, in legno, tipo palafitta. Anche qui si organizzavano trattenimenti e serate musicali.
A rendere più prestigiosa la costa giuliese, fu la costruzione dell’Hotel Kursaal Lido nel 1913, e che venne ampliato nel 1929. Albergo molto lussuoso, dotato di ogni comfort, acqua corrente calda e fredda nelle camere, un raffinato salone delle feste, un cinema. Si può fare una distinzione tra balli europei e balli americani. Sono nati quasi tutti nell’800, alcuni anche nel ‘900. I balli di origine europea sono sostanzialmente tre: il valzer, la polka e la mazurca, nati in Germania, Boemia e Polonia. In Italia questi tre balli sono stati rielaborati e si raggruppano in un genere nato in Romagna chiamato “liscio”. I balli di origine americana sono nati quasi tutti dall’incrocio tra le danze e i ritmi portati dagli schiavi africani con quelli dei colonizzatori. Sono i balli caraibici e brasiliani, che si caratterizzano per il loro ritmo effervescente e rumoroso, basato molto sul l’uso delle percussioni; il tango (nato in Argentina) e i balli del Nord America che nacquero un po’ più tardi (nel ‘900). Tutti questi balli arrivarono in Europa timidamente, ma poi si diffusero soprattutto nell’immediato dopoguerra (negli anni ’50 in Italia). Ho curato personalmente un sondaggio tra i bagnanti durante l’estate 2007, attraverso un questionario composto da 10 domande riguardanti i gusti musicali,l’interesse o meno alle manifestazioni musicali e altro. Tra tutti i dati e i grafici che ne sono usciti, posso segnalarne alcuni più significativi: innanzitutto ho notato un certo riavvicinamento tra le generazioni: quel distacco avutosi con la nascita delle discoteche si è in parte ridotto, vedendo appunto numerosi giovani ballare ed ascoltare il repertorio musicale del passato, e, allo stesso tempo, altrettanti meno giovani gradire la musica più moderna. Altro dato che emerge è che in genere la musica leggera italiana e da ballo è quella preferita. Questo è dovuto anche dal fatto che il turista balneare ha una certa propensione al divertimento serale, poco impegnativo. Infine, solo il 50% si dichiara soddisfatto della quantità di musica dal vivo prodotta a Giulianova. Quest’ultimo dato è significativo se pensiamo in prospettiva futura. Dunque, una mia prima idea sul futuro del fenomeno “musica d’intrattenimento” è che essa debba essere incentivata sia dalle istituzioni e dagli operatori turistici. Infatti la musica potrebbe diventare una risorsa importante per lo sviluppo turistico di una città come Giulianova. E attenendomi a quello che ho potuto constatare personalmente e a quello che effettivamente ho rilevato dal mio sondaggio, sembrerebbe proprio di sì. Inoltre, se si vuole migliorare l’offerta turistica in senso culturale, bisogna considerare anche la musica etnica e popolare. Proporre un repertorio composto da musiche e balli della nostra terra può rivelarsi una scelta azzeccata. Basta osservare quello che è successo nel Salento, dove hanno saputo valorizzarsi attraverso la promozione delle loro tradizioni musicali. Infatti da qualche anno si è scoperta una nuova tendenza di molti turisti, che consiste nella ricerca di una vacanza più impegnata e autentica, che vuole stabilire un contatto con la popolazione locale per scambiare opinioni e per apprendere usi, costumi e tradizioni diverse. (Questo spiega ad esempio il crescente successo degli agriturismi).
Per soddisfare queste nuove richieste, sarebbe importante riuscire a trasformare i turisti in protagonisti, far vivere loro un’esperienza autentica, coinvolgerli nella musica e nelle danze, che li faccia tornare a casa con la gioia di aver stimolato le loro conoscenze, con un ricordo piacevole avendo acquisito abilità diverse. Potrebbe essere anche un’operazione efficace di marketing turistico, e per il nostro territorio non dovrebbe essere problematico, vista il noto senso di ospitalità tipico degli abruzzesi.

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PREMESSA Il lavoro è stato suddiviso in cinque capitoli. Il primo capitolo dà un inquadramento storico della città di Giulianova e del suo turismo. Il secondo capitolo cerca di considerare l’offerta turistica in un contesto territoriale più ampio. Il terzo capitolo analizza gli aspetti del trattenimento musicale partendo dalla evoluzione della cultura del nostro tempo e in che modo essa penetra nei costumi della società, arrivando quindi a cogliere i suoi influssi negli eventi ludici e sociali. Il quarto capitolo entra in un ambito più propriamente tecnico della musica d’intrattenimento, analizzandone il repertorio e l’evoluzione storica del suo ruolo al servizio del divertimento e dello svago. Il quinto capitolo descrive la mia esperienza nel campo musicale ed espone la situazione a Giulianova, attraverso l’analisi di un sondaggio da me condotto tramite dati statistici rilevati tra i turisti, e i bagnanti in genere, durante l’estate del 2007. Infine, espongo una sintesi del lavoro e le mie considerazioni finali. 5

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