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Il futuro dell'egemonia americana. Grand Strategies a confronto

Nell'attuale sistema internazionale, gli Stati Uniti rappresentano la superpotenza globale per eccellenza; non a caso da molti vengono definiti come una "Scintillante Città sulla Collina", in grado di poter osservare dall'alto, il maestoso panorama che si staglia all'orizzonte.
L'interesse nazionale è costituito dalla conservazione dell'attuale potere, delle alleanze e nel tentativo di evitare confronti con future potenze concorrenziali. L'egemonia unilaterale è però un progetto universale che non può essere preso in considerazione; anche se gli Stati Uniti vogliono dimostrare di essere l'unica eccezione alla regola del tempo: vogliono poter continuare a godere dello splendido panorama riservato a chi risiede sopra la collina

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INTRODUZIONE Nell’attuale sistema internazionale, gli Stati Uniti, rappresentano la superpotenza globale per eccellenza; non a caso, da molti, vengono definiti come una <Scintillante Città sulla Collina>, in grado di poter osservare dall’alto, il maestoso panorama che si staglia all’orizzonte. Questo grande Stato, considerato giovane se paragonato alle tradizioni storiche delle potenze europee e della Cina, è riuscito a creare quella cultura americana, che oggi costituisce un caposaldo della più ampia visione occidentale. Oggetto di questa tesi, è mostrare quello che potrebbe essere il futuro dell’egemonia americana e nel far ciò, si è voluta dare innanzitutto una panoramica storica, fornendo le principali tappe che hanno permesso la creazione di uno dei più potenti imperi della storia. Dalla Dichiarazione di Indipendenza (1776) e la promulgazione, della prima costituzione (oggi ancora in vigore), ad opera di un Paese democratico, fino alla Dottrina Monroe, con la quale vengono poste le basi del futuro rapporto di amore/odio con il Vecchio Continente; dall’espansione e il conseguente raggiungimento degli oceani (barriere naturali che costituiranno parte della loro fortuna), alla Grande Depressione, il New Deal, la crisi degli anni ’70 e la successiva vittoria della Guerra Fredda, fino Stati Uniti attuali, impegnati nella gestione della minaccia terroristica, conseguenza degli attentati dell’11 settembre 2001. Il secondo capitolo, l’analisi si focalizza sulla spiegazione del concetto di Grand Strategy, determinando, in linea puramente teorica, il concetto di interesse nazionale e individuando, in un secondo momento, quale è stata l’evoluzione dell’interesse nazionale americano. Il terzo capitolo è incentrato sull’analisi teorica delle principali opzioni di Grand Strategy, devono essere prese in considerazione da una superpotenza, per conseguire il proprio interesse nazionale; un paragrafo è dedicato alle strategie attuate nel periodo post Guerra Fredda, rispettivamente, dai presidenti George H. W. Bush, Bill Clinton, George W. Bush. Un ultimo capitolo è invece dedicato a degli esempi pratici: viene, infatti, determinata, la strategia Neo-Con che deriva dalla discussione sull’impossibilità di attuare il paninterventismo globalista e la relativa preferenza per una strategia di 4

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Andrea Notarangelo Contatta »

Composta da 123 pagine.

 

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