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Lesson Learned: origini, modelli ed evidenze empiriche

Informazioni tesi

  Autore: Marco Aita Picco
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Udine
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Alberto Felice De Toni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

La conoscenza è ormai riconosciuta come uno dei patrimoni più importanti per l’impresa, e per questo si compiono sforzi e si impegnano risorse crescenti per migliorarne l’acquisizione, l’immagazzinamento e lo sfruttamento. Il presente studio mira ad indagare come le Lesson Learned (lezioni apprese) adottate in ambito militare come strumento utile ad evitare errori commessi nel passato e memorizzare esperienze sia stato successivamente introdotto all’interno delle imprese come pratica di knowledge management.
La Lesson Learned si è rivelata uno strumento efficace per migliorare la gestione della conoscenza.
L’obiettivo di questa ricerca quindi, è di mettere in risalto questo strumento fornendo le attuali definizioni, i modelli che stanno alla base, gli steps d’implementazione, i benefici e le principali similitudini e differenze tra l’ambiente militare con quello manageriale.
L’analisi di due casi studio (Eni e Seat Pagine Gialle) permettono infine di comprendere come tale pratica sia poi implementata nella realtà, quali siano gli strumenti adottati per supportare tale processo e le implicazioni a livello organizzativo.

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Lesson Learned: origini, modelli ed evidenze empiriche ~ 11 ~ Introduzione La disponibilità e la capacità di gestire e creare la risorsa conoscenza si pongono come fiori all’occhiello del vantaggio competitivo che le imprese devono avere in un mondo dinamico come quello del nuovo millennio. Sebbene la conoscenza sia sempre stata alla base del lavoro delle aziende, oggi, con l’avvento di una tecnologia informatica e delle telecomunicazioni sempre più spinta e cruciale nella vita di tutti i giorni, si comprende che una parte significativa del valore dell’impresa è data dal valore delle conoscenze – tacite ed esplicite – che essa è in grado di possedere, attivare, creare e gestire. Se quanto detto è vero e se le conoscenze hanno rimpiazzato in un certo modo gli assets tradizionali nel determinare il valore di un’impresa, allora è indispensabile prendersi cura di queste nuove risorse, così come le discipline aziendali e manageriali hanno fatto per decenni con gli stabilimenti, i mezzi di produzione, le risorse finanziarie, ecc. Gli aspetti elencati si sono affermati in relazione ad alcuni fenomeni che hanno caratterizzato questi anni: l’aumento della complessità dell’ambiente di riferimento, l’evoluzione organizzativa delle imprese, la continua crescita del livello di competizione, il fenomeno della globalizzazione dei mercati, le rivoluzioni tecnologiche dell’Information Technology e delle telecomunicazioni. In un analogo ambiente, imparare, imparare ad apprendere e imparare ad accettare il cambiamento per gestirlo sono le capacità critiche richieste a tutte le persone all’interno dell’impresa, a chi ricopre i ruoli di maggior responsabilità così come a chi è impegnato in attività operative. Da alcuni anni il filone di studi e pratiche manageriali che si occupa di individuare strumenti e metodologie per la gestione della conoscenza è chiamato Knowledge Management. Le funzioni e gli obiettivi che presentano questa disciplina consistono in programmi ed interventi di management volti a favorire i processi di creazione, memorizzazione, diffusione della conoscenza combinando interventi sulle persone, sull’organizzazione dell’impresa, sulle tecnologie di supporto alla comunicazione ed alla collaborazione, sulla cultura e sui comportamenti. Questa disciplina diventa quindi il nuovo paradigma per le imprese poiché rileva sull’importanza di ripensare le logiche nel gestire i processi di acquisizione, uso e diffusione della conoscenza. In particolare sottolinea che la conoscenza rappresenta la materia prima di un circuito che investe complessivamente tutti i livelli organizzativi dell’impresa e parte significativa dei soggetti ad essa esterni. Inoltre evidenzia il nuovo ruolo giocato da soggetti prima esclusi dai processi d’innovazione che diventano ora parte essenziale dell’impresa knowledge-based come interlocutori del management aziendale. In tale contesto, quadri intermedi, personale di vendita, operai, responsabili di servizi post-vendita, clienti abituali diventano tutti depositari di saperi potenzialmente rilevanti rispetto alle dinamiche d’innovazione di processo e di prodotto. La tesi che viene presentata prende parte a questo contesto incentrandosi sulla rivalutazione dell’importanza dell’esperienza che l’impresa crea giorno dopo giorno e che il più delle volte non sa come gestirla oppure la gestisce in maniera disordinata e senza risultati. Lo strumento Lesson Learned, punto cruciale di questo lavoro, è nuovo nel management della conoscenza ed ha cominciato a prender parte di

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Parole chiave

ambito aziendale
ambito militare
eni
esperienza aziendale
knowledge management
lesson learned
seat pagine gialle

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