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Il contributo di minima importanza

L’approfondimento dell’istituto oggetto del lavoro che si andrà a svolgere riguarderà il contributo della minima importanza previsto all’articolo 114 c.p..
Verranno analizzate volta per volta le scelte dottrinali, di politica criminale e quelle giurisprudenziali, per lo più come si avrà modo di constatare, contrarie all’applicazione dell’attenuante de qua.
Nella prima parte, al fine di porre in essere uno studio completo e lineare, verranno analizzati i due istituti del concorso e della cooperazione colposa, ove è costituzionalizzato in funzione di circostanza attenuante, facendo per prima cosa, un breve excursus sul concorso di persone, partendo dal codice Zanardelli sino ad arrivare a quello del 1930, mettendo in risalto l’elemento più importante: l’abbandono della differenziazione in sede sanzionatoria dell’apporto dato nella commissione del reato da ciascun concorrente. Verranno individuati anche tutti gli elementi di struttura caratterizzanti il concorso con le teorie che ne caratterizzano l’essenza.
In seconda battuta si esporranno le caratteristiche della norma e si cercherà di individuare quale è la ratio e la funzione, indicando allo stesso modo teorie e soluzioni riconosciute dalla dottrina più accreditata.
Una volta identificato l’ambito operativo dell’istituto in esame, nella seconda parte, avente ad oggetto l’analisi strutturale della norma, si andrà a prendere in considerazione l’attenuante, partendo dalla
funzione da questa ricoperta nel codice e i rapporti che ha con le altre circostanze e tutti i successivi problemi che riguardano la “definizione” che le si deve attribuire.
Essendo il 114 c.p. una circostanza del reato, si continuerà illustrando il regime della comunicabilità ed estensibilità delle circostanze.
Verranno dunque esposti i commenti e le scuole di pensiero relativi a quest’ambito.
Continuando sul punto, per poter meglio spiegare e far comprendere la portata e l’attività svolta dalla norma, -o che dovrebbe svolgere-, verrà presa in considerazione il ius dicere, in particolar modo la Suprema Corte, e si vedrà come la giurisprudenza maggioritaria sia per lo più contraria all’applicazione di tale norma, tant’è che si parla di interpretatio abrogans, arrivando quindi ad una sostanziale disapplicazione dell’attenuante.
Nell’ultima parte si prenderà in considerazione il punto di vista dogmatico, dove verrà posta in risalto l’attualità, nonostante il fatto che il codice penale sia risalente al 1930, della scelta e della funzione del dettato in questione, in quanto si va a prevedere ciò che con la Costituzione, all’art 27 comma I, verrà poi suffragato, vale a dire il principio secondo il quale la responsabilità è personale per fatto proprio colpevole. In quanto, come si avrà modo di appurare, dal momento che il concorso di persone va a comminare la medesima pena per tutti i concorrenti, è proprio in forza dell’individuazione del contributo di minima importanza che si consente il rispetto del dettato costituzionale (art.27 I comma).

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3   PREMESSE L’approfondimento dell’istituto oggetto del lavoro che si andrà a svolgere riguarderà il contributo della minima importanza previsto all’articolo 114 c.p.. Verranno analizzate volta per volta le scelte dottrinali, di politica criminale e quelle giurisprudenziali, per lo più come si avrà modo di constatare, contrarie all’applicazione dell’attenuante de qua. Nella prima parte, al fine di porre in essere uno studio completo e lineare, verranno analizzati i due istituti del concorso e della cooperazione colposa, ove è costituzionalizzato in funzione di circostanza attenuante, facendo per prima cosa, un breve excursus sul concorso di persone, partendo dal codice Zanardelli sino ad arrivare a quello del 1930, mettendo in risalto l’elemento più importante: l’abbandono della differenziazione in sede sanzionatoria dell’apporto dato nella commissione del reato da ciascun concorrente. Verranno individuati anche tutti gli elementi di struttura caratterizzanti il concorso con le teorie che ne caratterizzano l’essenza. In seconda battuta si esporranno le caratteristiche della norma e si cercherà di individuare quale è la ratio e la funzione, indicando allo stesso modo teorie e soluzioni riconosciute dalla dottrina più accreditata. Una volta identificato l’ambito operativo dell’istituto in esame, nella seconda parte, avente ad oggetto l’analisi strutturale della norma, si andrà a prendere in considerazione l’attenuante, partendo dalla

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Pierpaolo Mari Contatta »

Composta da 139 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 752 click dal 24/06/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.