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Riconoscimento ed effettività dei diritti umani negli Stati a diritto musulmano

Il presente lavoro si propone di esaminare il recepimento e l’attuazione dei diritti umani nel contesto arabo-islamico, sia a livello internazionale che nei singoli ordinamenti statali.
Nel I capitolo vengono trattati i diritti umani in generale, così come definiti dalle due maggiori scuole di pensiero, il Giusnaturalismo e il Positivismo, e le vicende storiche che hanno segnato le tappe principali della loro applicazione: in merito a quest’ultima, si affronta il tema della loro pretesa universalità e della regionalizzazione come fenomeno prodromico all’universalità stessa.
Proprio alla luce di tale dibattito, nel II capitolo si espongono le tre principali linee di tendenza sviluppatesi nella dottrina islamica: la linea conservatrice, che si basa su una visione pressoché statica della legge islamica (Shari’a) - in rapporto ad essa sono esaminate la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo nell’Islam del 1981, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo sempre del 1981 e l’altra Dichiarazione del 1990 -, la linea di “adattamento pragmatico”, con la Carta Araba del 1994, e la tendenza “riformista contemporanea”, che esprime l’esigenza e crede nella possibilità di una lettura “dialogante” della Shari’a. L’excursus si conclude con un confronto tra i caratteri delle Carte internazionali dell’ ONU e le Dichiarazioni islamiche.
Infine il III capitolo è dedicato ai diritti umani così come riconosciuti dagli ordinamenti costituzionali. Partendo dalla definizione di Costituzione in generale e dal modo in cui i diritti fondamentali si inseriscono in una Costituzione di stampo occidentale e in una islamica, si arriva ad esaminare quale approccio esse abbiano verso i diritti umani e come questi vengano considerati in particolare nelle costituzioni del Marocco, dell’Egitto e nella Legge Fondamentale dell’Arabia Saudita.

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INTRODUZIONE Il presente lavoro si propone di esaminare il recepimento e l’attuazione dei diritti umani nel contesto arabo-islamico, sia a livello internazionale che nei singoli ordinamenti statali. Nel I capitolo vengono trattati i diritti umani in generale, così come definiti dalle due maggiori scuole di pensiero, il Giusnaturalismo e il Positivismo, e le vicende storiche che hanno segnato le tappe principali della loro applicazione: in merito a quest’ultima, si affronta il tema della loro pretesa universalità e della regionalizzazione come fenomeno prodromico all’universalità stessa. Proprio alla luce di tale dibattito, nel II capitolo si espongono le tre principali linee di tendenza sviluppatesi nella dottrina islamica: la linea conservatrice, che si basa su una visione pressoché statica della legge islamica (Shari’a) - in rapporto ad essa sono esaminate la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo nell’Islam del 1981, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo sempre del 1981 e l’altra Dichiarazione del 1990 -, la linea di “adattamento pragmatico”, con la Carta Araba del 1994, e la tendenza “riformista contemporanea”, che esprime l’esigenza e crede nella possibilità di una lettura “dialogante” della Shari’a. L’excursus si conclude con un confronto tra i caratteri delle Carte internazionali dell’ ONU e le Dichiarazioni islamiche. Infine il III capitolo è dedicato ai diritti umani così come riconosciuti dagli ordinamenti costituzionali. Partendo dalla definizione di Costituzione in generale e dal modo in cui i diritti fondamentali si inseriscono in una Costituzione di stampo occidentale e in una islamica, si arriva ad esaminare quale approccio esse abbiano verso i diritti umani e come questi vengano considerati in particolare nelle costituzioni del Marocco, dell’Egitto e nella Legge Fondamentale dell’Arabia Saudita. 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Beatrice Ricciolini Contatta »

Composta da 98 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3655 click dal 02/07/2008.

 

Consultata integralmente 8 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.