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Milano e il turismo d'affari. Cosa si ricerca in una struttura alberghiera.

Informazioni tesi

  Autore: Lara Lagonegro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Scienze della Comunicazione e dello Spettacolo
  Corso: Relazioni pubbliche e pubblicità
  Relatore: Emma Zavarrone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

Per sua stessa natura, il turismo d’affari è da considerare un servizio piuttosto che un prodotto e il turista, contrariamente a quanto può fare un consumatore tradizionale, è costretto a comperare qualcosa che in quel momento non può né vedere né toccare, ma grazie alla sua esperienza, può fare una valutazione più puntuale e sempre più esigente.
È un servizio caratterizzato dall’intangibilità (non può essere assaggiato, annusato, testato in anticipo), dall’inseparabilità (è consumato nello stesso tempo in cui è prodotto), dall’eterogeneità (non si può avere lo stesso livello per tutti i clienti) e dalla mancanza di possesso finale (alla conclusione al turista non rimane nulla se non un’esperienza).
Come il turismo d’affari si è evoluto nel tempo, così anche il turista che si reca in città per motivi di lavoro è cambiato.
L’obiettivo della ricerca è quello di individuare e descrivere il comportamento del turista in viaggio per affari a Milano e in particolare i criteri che applica nella scelta della struttura alberghiera.
Il rapporto inizia con una panoramica generale sul turismo: le diverse definizioni esistenti, la difficoltà di comparare le ricerche diffuse, la descrizione del fenomeno, anche internazionale, in Italia.
Una prima categorizzazione divide il turismo in due aspetti: il primo per motivi di svago a cui è dedicato una dettagliata descrizione di ciascun segmento che lo compone e il secondo per motivi di lavoro, elemento centrale di questo studio. A riguardo presenteremo due ricerche che illustrano questa realtà da due punti di vista complementari tra loro: secondo l’azienda che prenota i viaggi per il proprio personale e secondo il turista che si sposta per conto dell’azienda o per motivi comunque professionali.
Vedremo anche che la competitività di Milano è dovuta a diversi fattori tra i quali l’esistenza di un tessuto produttivo industriale innovativo, di un ambiente finanziario forte e di una posizione geografica che fa della città una porta verso l’estero, per la stessa regione e per l’Italia. Inoltre i servizi urbani, la presenza e soprattutto l’efficienza di questi, concorrono alla definizione di Milano quale città globale, utilizzata a giusta ragione, soprattutto per motivi di lavoro.
Il quadro risultante del turismo d’affari a Milano si caratterizza per una forte presenza turistica sia italiana che straniera nelle strutture alberghiere, così come per il crescente interesse a investire sul territorio da parte delle maggiori catene alberghiere.
La combinazione di questi elementi ha trovato un esempio nella struttura alberghiera del Nhow della catena iberica Nh-hotels di recente apertura a Milano, che sintetizza l’esperienza mondiale dell’alta qualità nel campo della ricezione di ospiti professionisti a un progetto innovativo di design e di avanguardia. Infatti sempre più Milano sta sviluppando il fenomeno, fino a poco tempo fa spontaneo e non ancora consapevole del proprio potenziale promozionale, di “mostra permanente del design”.
Per questo motivo si è deciso di sottoporre il questionario piuttosto lungo e articolato a un campione di cento ospiti durante un periodo in cui non ci fossero eventi fieristici particolari: non solo ci è interessato indagare la motivazione del viaggio a Milano e quanto questo fosse legato a questioni lavorative oppure ai servizi offerti della città, ma soprattutto presentare un panel di combinazioni per un servizio ideale e individuare quale aspetto pesasse maggiormente al momento della scelta finale.
La tipicità della clientela dell’hotel, ospiti italiani e stranieri pressoché in ugual misura, ci ha permesso inoltre di condurre questa indagine in forma parallela presentando il questionario sia in italiano sia in inglese: abbiamo analizzato da una parte le caratteristiche e le esigenze degli ospiti nazionali e dall’altra le differenze, se realmente ci sono in questo caso, da parte degli ospiti stranieri che sempre per motivi di lavoro si recano a Milano.
Le aspettative sono state soddisfatte e il risultato è molto interessante, senza particolari sorprese e anzi con molte conferme, ma non vogliamo anticipare nulla a proposito se non ancora illustrare brevemente il metodo applicato per elaborare i dati raccolti.
Infatti l’ultima parte di questo lavoro è dedicata alla presentazione della conjoint analysis, un tipo di tecnica statistica utilizzata principalmente nelle indagini di marketing con lo scopo di individuare i fattori più significativi per il “consumatore”, simulando il processo decisionale sottostante alla scelta del servizio, in questo caso alberghiero. L’analisi è stata fatta in base alle risposte ricevute sulle diciotto combinazioni costruite articolando i quattro diversi attributi considerati: le possibili restrizioni sul pernottamento, la prenotazione, la tipologia della stanza e il sovrapprezzo.

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- 7- INTRODUZIONE Comunemente siamo inclini a credere che il turismo d’affari sia un fenomeno attuale, mentre è una delle forme più antiche di turismo: infatti già dai primi tempi della storia ci si spostava dal proprio luogo di residenza per effettuare scambi commerciali e per visitare potenziali clienti. I ritrovamenti archeologici in Africa, in America, in Asia e in Europa, testimonino questi viaggi che hanno caratterizzato le società e le culture di tutto il mondo fino alla fine del XIX secolo. In epoca moderna e soprattutto in Europa, sono principalmente la Rivoluzione Industriale e l’introduzione della ferrovia a stimolare fortemente questo tipo di turismo. Comunque, il vero boom avviene dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale con la crescita dell’economia globale e delle tecnologie applicate ai trasporti, con gli sforzi degli stessi governi a incentivare questo tipo di spostamenti e con la nascita dei viaggi propriamente detti “incentive”. Ai nostri giorni, il turismo d’affari non è più e solamente un turismo per motivi commerciali, divenuto ormai obsoleto per l’avvento delle nuove tecnologie che permettono una comunicazione globale senza doversi necessariamente muovere, ma sono le sfaccettature che compongono questa forma di turismo ad essersi modificate: occasioni per lanciare nuovi prodotti, weekend organizzati per creare coesione tra il personale aziendale e soprattutto incontri che ancora necessitano e desiderano un rapporto fisico e che si svolgono specialmente in un contesto urbano qualificato. Per sua stessa natura, il turismo d’affari è da considerare un servizio piuttosto che un prodotto e il turista, contrariamente a quanto può fare un consumatore tradizionale, è costretto a comperare qualcosa che in quel momento non può né vedere né toccare, ma grazie alla sua esperienza, può fare una valutazione più puntuale e sempre più esigente. È un servizio caratterizzato dall’intangibilità (non può essere assaggiato, annusato, testato in anticipo), dall’inseparabilità (è consumato nello stesso tempo in cui è prodotto), dall’eterogeneità (non si può avere lo stesso livello per tutti i clienti) e dalla mancanza di possesso finale (alla conclusione al turista non rimane nulla se non un’esperienza). Come il turismo d’affari si è evoluto nel tempo, così anche il turista che si reca in città per motivi di lavoro è cambiato.

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