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La violenza femminile: uxoricidio e figlicidio

Con la stesura di questo lavoro, abbiamo cercato di mettere in luce parte del fenomeno della violenza femminile che per troppo tempo è rimasta nascosta dietro vecchi stereotipi. La ricerca bibliografica non è stata semplice, perché prevale , tutt’oggi nella nostra società, la figura della donna come vittima di violenza da parte dell’uomo, che sia essa domestica o esterna all’ambiente familiare. Negli ultimi anni, però, sono stati molti i titoli di giornali che ci hanno comunicato di omicidi o atti di violenza da parte di donne, ecco perché l’obiettivo del nostro lavoro è analizzare la violenza femminile comparandola quantitativamente e qualitativamente con quella maschile e dare risalto ad alcune forme di violenza estrema delle donne.

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1 INTRODUZIONE Con la stesura di questo lavoro, abbiamo cercato di mettere in luce parte del fenomeno della violenza femminile che per troppo tempo è rimasta nascosta dietro vecchi stereotipi. La ricerca bibliografica non è stata semplice, perché prevale , tutt’oggi nella nostra società, la figura della donna come vittima di violenza da parte dell’uomo, che sia essa domestica o esterna all’ambiente familiare. Negli ultimi anni, però, sono stati molti i titoli di giornali che ci hanno comunicato di omicidi o atti di violenza da parte di donne, ecco perché l’obiettivo del nostro lavoro è analizzare la violenza femminile comparandola quantitativamente e qualitativamente con quella maschile e dare risalto ad alcune forme di violenza estrema delle donne. Crediamo sia utile, innanzitutto, dare una definizione di aggressività, secondo il paradigma: ξ PSICOANALITICO: l’aggressività è la tendenza o l’insieme delle tendenze che si attuano in condotte reali o fantasmatiche, con lo scopo di danneggiare un altro, demolirlo, umiliarlo, ecc. (Laplanche J., Pontalis J.B.,1975) ξ COGNITIVO-COMPORTAMENTALE: l’aggressività è intesa come modalità non assertiva di interagire con uno o più interlocutori attraverso la quale si tenta di imporre i propri pensieri, opinioni, sentimenti ed emozioni, o realizzare desideri propri a spese di quelli altrui. Secondo questo paradigma, nell’aggressività manca la capacità di prevedere conseguenze negative a lungo termine che ne derivano per i rapporti sociali (Borgo S. e coll., 2001)

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Serafina Scannone Contatta »

Composta da 160 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.