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La Curva di Kuznets ambientale - Limiti teorici e problemi econometrici

Informazioni tesi

  Autore: Francesco Macis
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Giovanni Bella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

uno studio che pone in evidenza i vari limiti, sia teorici sia statistici, della curva di kuznets ambientale dimostrando il suo non possibile utilizzo come strumento di politica economica

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5 Introduzione Il presente lavoro sulla curva di Kuznets ambientale nasce con un’ottica diversa da quella che ha orientato la maggior parte della letteratura che lo ha preceduto. Qui infatti non si cercherà di confutare o smentire l’esistenza della teoria stessa, cosa che del resto dubitiamo sarà mai possibile fare in via inequivocabile, ci si propone di affermare piuttosto la sua inutilizzabilità come valido strumento di politica economica. Per fare ciò ci si è mossi in due direzioni, dapprima cercando di sintetizzare i contributi dati da tutti quegli economisti che si sono dimostrati, alcuni più altri meno, scettici nel corso di questi quindici anni di letteratura sul tema. La seconda proponendo un’analisi empirica che potesse colmare le numerose lacune lasciate nella stessa letteratura tramite l’impiego di una metodologia ad oggi ancora poco utilizzata. Con riferimento all’approccio essenzialmente teorico si può dire che i lavori sulla curva di Kuznets ambientale (d’ora in avanti sintetizzata con l’acronimo inglese EKC) hanno ormai abbondantemente superato le 100 pubblicazioni, e gli spunti critici si trovano frammentati qua e là tra i vari contributi. Alcuni di questi sono valide intuizioni, altri meno: molti si riflettono da un lavoro all’altro, completandosi ed ampliandosi via via che vengono presentati. In questo lavoro si è cercato di ordinarli, sintetizzarli e commentarli in un corpus organico, distinguendo quelli più spiccatamente teorici, quindi concettuali, da quelli più tecnici, ovvero econometrici. È innegabile che una suddivisione di questo tipo è, per forza di cose, arbitraria, siamo però convinti che suddividere i contribuiti in questa maniera aiuti a cogliere meglio l’essenziale e sia peraltro necessaria a perseguire lo scopo per cui questo lavoro è stato scritto. La seconda parte presentata in questo lavoro contiene un’analisi effettuata su diversi inquinanti mediante l’utilizzo di diverse metodologie. Anche questa scelta è stata dettata più che dalla ricerca del modello “perfetto”, cioè che meglio evidenzia un comportamento dei dati compatibile con la curva di Kuznets, dalla volontà di dimostrare quanto le differenze sostanziali che esistono nei risultati ottenuti con una metodologia piuttosto che con un’altra possano inficiare molti dei risultati ottenuti, e dati molte volte per assunti, in letteratura. Alla luce di questo scopo si è voluta pertanto effettuare la stima della curva ambientale di Kuznets nella sua forma più “classica”, senza cioè inserire come in ogni nuovo lavoro presentato alla comunità scientifica variabili più o meno plausibili per cercare di “aggiustare” la capacità descrittiva del modello. L’analisi effettuata quindi, se si può utilizzare una metafora, cerca di approfondire la EKC, piuttosto che estenderla, e l’attenzione si focalizza non più sul “quanto” il modello migliori con un aggiustamento piuttosto che un altro, ma sul quesito se “davvero” esiste una relazione plausibile con quella ipotizzata. I capitoli seguenti saranno suddivisi come segue. Il capitolo I farà brevemente il punto sulla teoria, sulla sua nascita e le sue implicazioni. Il capitolo II presenterà i principali contributi presenti in letteratura. Il capitolo III conterrà i limiti teorici di questa teoria. Il capitolo IV invece ne affronterà i principali problemi econometrici. La seconda parte del lavoro è racchiusa nel capitolo V, che illustra dapprima le serie di inquinanti considerati e ne mostra la statistica descrittiva, per focalizzare infine l’attenzione sull’analisi econometrica nelle sue varie articolazioni. Alcune considerazioni conclusive chiuderanno infine il lavoro.

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