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La security aziendale

L'argomento "sicurezza aziendale " è quantomai attuale in considerazione della globalizzazione dei mercati e di conseguenza degli attacchi al sistema azienda che ciò comporta.
Il riferimento storico fatto nel corso dell'elaborato, i cenni agli attacchi subiti dall'imprenditore, sia singolarmente che come gruppo organizzato o come sistema sociale, nel corso della storia vengono citati a supporto dell’assunto che un sistema di sicurezza deve necessariamente adeguarsi al "nuovo" che si rinnova per abbattere le barriere di sicurezza cui ricorre l'imprenditore-azienda.
La sensazione di sicurezza è l'obiettivo che si persegue nel corso di tutto l'elaborato. Un congruo spazio trova la "safety" in contrapposizione con la "security" che da questa si distingue non solo per i destinatari dell'una o dell'altra ma anche per le modalità, i mezzi, le condizioni,....... con cui vengono attuate e valorizzate.
La distinzione tra i due concetti viene sviluppata e sviscerata con un approfondimento ed una angolazione propendente verso la security che ad oggi poco o nulla trova giustificazione e tutela normativa salvo qualche sporadico specifico caso contemplato nel codice penale ed in poche leggi speciali.
Molto è affidato alle risorse dell'imprenditore più o meno lungimirante, più o meno amante del rischio( nella cultura partenopea " ropp arrubbat 'e porte e fierro" la cui traduzione non letterale è " dopo aver subito un furto ci si preoccupa di farsi costruire porte blindate).
Una sicura scossa ha prodotto nel mondo della "security aziendale" il terrorismo internazionale, dopo l'11 settembre 2001 "niente è uguale a prima" tanto più nella sicurezza.
Attacchi di terroristi via aerea, avvelenamento di acque minerali, merci che viaggiano in un sistema globalizzato esposte ai concorrenti, ai balordi, agli estremisti o a "chi ce l'ha" con l'azienda X o l'imprenditore Y sempre più deboli e sempre meno preparati.
La figura del “security manager” completa l'analisi nell'elaborato ponendo in evidenza la quasi completa assenza di tale profilo professionale qualificato e qualificante per la azienda, la quale grazie a managers opportunamente preparati può far valere il "core difference" riguardo ai suoi concorrenti, può tutelarsi dalla infedeltà dei propri dipendenti, dagli attacchi all'azienda perpetrati da agenti sia esterni che interni, fronteggiando il momento di una eventuale "crisi" con la opportuna esperienza e preparazione.
La conclusione dell'elaborato auspica una maggiore attenzione al problema "sicurezza" sia da parte del legislatore nazionale e/o comunitario nonchè da chi è parte interessata "l'imprenditore" singolo o associato il quale non può vivere alla giornata ma nello spirito dei principi aziendali, preoccuparsi della vita dell'azienda nel medio/lungo termine adottando tutte le cautele possibili. La difficile coniugazione con cui combatte la legislazione nazionale tra la coesistenza della privacy e della security aziendale nonchè la sempre più pressante esigenza di rilevamenti biometrici a protezione di dati e luoghi di interesse sensibile è situazione ancora oggi sul tavolo e...............BUONA CONSULTAZIONE

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3 1. LA SICUREZZA, IN GENERALE “L’uomo della strada, sollecitato dai giornalisti, e’ sempre preoccupato per la sua sicurezza pero’ poi si comporta come se non lo fosse. Installa il sistema d’allarme, ma non lo usa. Compra una porta corazzata, ma lascia le chiavi in giro. Ha la cassaforte, ma tiene i gioielli nel primo cassetto del como’. Conserva il PIN insieme alla carta di credito. Scrive la password sul telaio del monitor. Compra costosissimi telefoni cifranti, ma parla al bar, al ristorante ed al telefono di affari riservatissimi, addirittura dei reati che sta commettendo, o che vuole commettere. Possiamo davvero affermare che e’ preoccupato per la propria sicurezza? No davvero!” Giovanni MANUNTA Presidente del SRSI (Security and Risk Studies Institute) La scala di bisogni, suddivisa in cinque differenti livelli, dai più elementari (necessari alla sopravvivenza e alla sicurezza dell'individuo) ai più complessi (di carattere sociale), consente la realizzazione dell'individuo. Tale realizzazione, secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow nella "Hierachy of Needs" (gerarchia dei bisogni o necessità), la si ha passando per i vari stadi che se non soddisfatti non consentono progressione allo stadio successivo. La scala dei bisogni così intesa è internazionalmente conosciuta come "La piramide di Maslow", divulgata dallo psicologo statunitense nel libro Motivation and Personality del 1954. I livelli di bisogno concepiti sono: - Bisogni fisiologici (fame, sete, ecc.); - Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione; - Bisogni di appartenenza (affetto, identificazione); - Bisogni di stima, (prestigio, successo); - Bisogni di realizzazione di sé (realizzare la propria identità; portare a compimento le proprie aspettative; occupare una posizione soddisfacente nel gruppo di appartenenza ; ……….).

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze economiche

Autore: Giuseppe Pescuma Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.