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Il recupero dei valori in età post-napoleonica

Il recupero dei valori in età post-napoleonica

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Introduzione. Il secolo XIX è stato un periodo storico segnato da un profondo mutamento della coscienza umana; coscienza che avrebbe subìto in seguito, all’alba del Novecento, ripetuti attacchi da parte della psicoanalisi di Freud e sarebbe stata il bersaglio principale delle incessanti azioni disgreganti operate dalle cosiddette “filosofie del dubbio” e dai totalitarismi massificanti. L’Illuminismo non riuscì a mantenere le promesse fatte ai suoi uomini razionali e colti e la crisi del secolo dei lumi lasciò un vuoto nei cuori e negli animi dei suoi sostenitori. Una profonda e reale disperazione, avvolta da un plumbeo cielo scuro, fu la caratteristica dell’alba ottocentesca, che si aprì all’insegna del “tradimento” napoleonico. Enormi trasformazioni sociali avrebbero deciso le sorti di un mondo in continuo movimento, tracciando i solchi su di un terreno mai statico, ove l’uomo borghese si sarebbe costruito la sua dimensione. La necessità di fornire nuove risposte ai quesiti etici, la grave perdita di tutti quei valori che fino allora sembravano indissolubili; sono temi alla base di un nuovo modulo interpretativo della vita umana. L’Ottocento si apre all’insegna di una rinnovata tendenza verso la condizione umana e, in generale, verso l’uomo disagiato e costretto a vivere una vita difficilissima e triste. Proprio in virtù del fatto che gli ideali illuministici non erano riusciti ad instaurare quel mondo idilliaco ove dovevano regnare fondamentali valori rispettosi dell’uomo e della sua condizione, le coscienze erano state violentate e si sentivano profondamente tradite. Inoltre, il massiccio fenomeno industriale e la crescente urbanizzazione delle masse rurali che si spostavano dalle campagne alle città, avevano acuito quel vuoto lasciato dagli ideali illuministici. Gli uomini avevano gustato il proprio valore, avevano imparato e apprezzato gli ideali illuministici di fraternità, uguaglianza e libertà e desideravano, adesso, continuare a percorrere questa strada intrapresa nel senso del rinnovamento. Come affermava Vincenzo Cuoco (nella sua massima contenuta nel “Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799”): “Le grandi rivoluzioni politiche occupano nella storia dell’uomo quel luogo istesso che tengono i fenomeni straordinari nella storia della natura”. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giuseppe Di Chiara Contatta »

Composta da 89 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 418 click dal 08/07/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.