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Lavoro di cura - Aspetti lavoristici e previdenziali

Informazioni tesi

  Autore: Sabina Cascella
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

Se in precedenza le norme di tutela dei lavoratori erano dirette a prendersi cura delle condizioni di salute della donna, ora sicuramente, grazie ad un cammino di civiltà e ad un progresso culturale, il legislatore si è addentrato più in quelle che possono essere le esigenze di cura e d'assistenza alla propria famiglia, che un lavoratore o una lavoratrice può incontrare nello svolgimento delle sue mansioni lavorative, senza distinzione di sesso.
E' di questi ultimi giorni la legge che ha esteso nel tempo e al padre i diritti di cura e di assistenza alla prole, consentendo, dunque, ai genitori di poter esser accanto ai loro figli durante la loro fase di crescita, prendendosi premura dell'aspetto più umano di questa situazione, che va al di là della posizione di contraente debole nel rapporto di lavoro.

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4 Capitolo primo LE ORIGINI E L’EVOLUZIONE DELLA LEGISLAZIONE SUL LAVORO FEMMINILE IN ITALIA. Sommario: - 1. Primi esempi di legislazione sociale. La tutela della maternità nella legge 19 giugno 1902, n. 242. - 2. Dal regime fascista alla Costituzione della Repubblica Italiana. - 3. L’articolo 37 della Costituzione. - 4. Attuazione dell’art. 37.: La tutela delle lavoratrici madri nella L.1860/90; L’accordo sulla parità salariale. - 5 La riforma della normativa di tutela: legge 30 dicembre 1971, n. 1204. 1. Primi esempi di legislazione sociale. La tutela della maternità nella legge 19 giugno 1902, n. 242. L’attenzione mostrata dal legislatore italiano nei confronti dei problemi delle donne sembra distratta e lontana, almeno fino alla legge sulla parità uomo – donna (la 903/77), assieme alla quale nasce nell’animo dei giuristi la consapevolezza che le donne sono sempre meno disposte ad accettare la situazione d’ombra in cui a lungo sono state rinchiuse; esse rivendicano non solo l’occupazione e servizi sociali, ma leggi più giuste che le tutelino. Per comprendere l’evoluzione che ha interessato il nostro paese è necessario ripercorrere un cammino che si è mostrato lungo e faticoso, ed occorre risalire fino agli ultimi anni dell’800 per scorgere i primi tentativi di legislazione sociale. Risale, infatti, al 1886 il primo intervento legislativo a carattere sociale. (1) Questa legge, che pure presenta molte lacune, e che tace in maniera assoluta sui problemi della maternità, è in ogni modo un utile punto di partenza per chiunque intenda ripercorrere le fasi evolutive della legislazione sull’occupazione femminile. La sua utilità è da ravvisarsi nel fatto, che si pone come il primo intervento dello Stato nella contrattazione privata e nella pratica dei rapporti tra imprenditori ed operai. La legge del 1886 sul lavoro dei fanciulli (L. 11/2/1886) ha introdotto numerosi limiti tra cui il divieto di utilizzare i minori di nove anni in opifici, cave e miniere, o il limite ad otto ore giornaliere dell’orario di lavoro per i minori di dodici anni; tuttavia trascura altri (1) M. V. Ballestrero, “Dalla tutela alla parità”, Il mulino, Bologna, 1979, 11.

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Parole chiave

assistenza alla prole
diritto del lavoro
tutela della maternità

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