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Comunicare i due volti dell’Europa (Analisi di due rubriche d’approfondimento di RaiTre sull’Ue)

L’integrazione europea nasce da un progetto politico ed economico, frutto delle riflessioni all’interno di ambiti circoscritti e settori specifici di conoscenza, per questo nel quadro delle riflessioni sull’Europa emerge ormai con preponderanza l’attenzione verso le percezioni e gli atteggiamenti dell’individuo in questa nuova realtà, e soprattutto verso la formazione delle opinioni e quindi la costruzione dell’immaginario sociale.
La quantità delle decisioni prese a livello europeo, la scarsa trasparenza del processo decisionale, la difficoltà per i cittadini di capire e partecipare a tale processo, sono all’origine del disagio diffuso tra la popolazione e del deficit di legittimità democratica delle istituzioni dell’Unione.
Essendo per lo più un processo “estraneo” ai molti (perché lontano dalla quotidianità), l’Ue necessita di uno spazio in cui il discorso comune (in termini habermasiani) sviluppi identità e plasmi appartenenze sociali, creando le condizioni per un approfondimento dell’integrazione, una comunità politica, cioè, che legittimi il processo attraverso la partecipazione e la relativa produzione di consenso (o dissenso). E proprio la partecipazione politica, la condivisione di valori e il riconoscimento di diritti politici e civili potrebbero supplire alla mancanza di un “popolo europeo” paragonabile al popolo di uno Stato nazionale (ostacolato dall’eterogeneità etnica e culturale dell’Unione) attraverso un nuovo tipo di cittadinanza che superi le differenze etniche. Ma la cittadinanza non è (solamente) un dato istituzionale, è anche e soprattutto un processo che ha bisogno di tempo per diventare una prassi quotidiana e diffusa e alla fine sedimentarsi, e per di più necessita di un apparato discorsivo e simbolico che lo esprima, lo comunichi, lo renda comprensibile. Se esiste una cittadinanza-appartenenza europea si pone, quindi, il problema di un suo fondamento simbolico, che le conferisca senso e spessore. In questo contesto il cittadino può essere aiutato dai media a comprendere e condividere il percorso di cui è testimone. La rilevanza dei media nei processi di acquisizione dell’identità europea, infatti, deriva dalla loro capacità di veicolare realtà lontane e difficilmente esperibili di persona, permettendo la formazione di opinioni e alimentando il dibattito pubblico che sta alla base dell’esercizio della cittadinanza. I media sono anche il soggetto verso cui si condensano le aspettative di informazione della maggior parte delle persone, ma è diffusa la constatazione dell’inadeguatezza dei giornalisti nello svolgere questa funzione.

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INTRODUZIONE "Le forme sociali e le relazioni che una tecnologia rende possibili sono esse stesse immaginate e anticipate dalla tecnologia. La tecnica è vettoriale e non puramente neutrale nel processo storico. Una costruzione, la sua precisa architettura, anticipa e immagina le relazioni sociali che permette e desidera (...) Le relazioni sociali di classe, status e potere richiedono sia una struttura concettualmente determinata di persone sia una tecnologia per metterla in pratica (...) Descrivere la comunicazione non è semplicemente descrivere una costellazione di idee messe in un santuario; è anche descrivere una costellazione di pratiche che (...) determinano quelle idee in un insieme di forme tecniche e sociali." (Carey J.W.) La forma e il funzionamento della democrazia sono oggi strettamente connessi con l’evoluzione dei sistemi sociali di comunicazione. Parlare di mass media vuol dire parlare di cultura collettiva, di democrazia politica, di conoscenza della società. È questo il motivo per il quale nello studio della realtà europea si è scelto di affiancare ai concetti teorici di cittadinanza, identità e sfera pubblica la realtà empirica, considerando il modo in cui i media possono fornire uno spazio per la realizzazione di suddetti concetti. Arrivati a questo punto nel processo di integrazione dell’Unione europea, 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingua e Cultura Italiana

Autore: Francesca Campoli Contatta »

Composta da 125 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.