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Prospettive di sviluppo e cooperazione Italo-Serba nel settore della logistica

Informazioni tesi

  Autore: Mariaelena Giannattasio
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Perugia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Comunicazione istituzionale e d'impresa
  Relatore: Antonio Picciotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 138

I nuovi strumenti di supporto finanziario disciplinati dagli organi competenti dell’UE costituiscono dei mezzi indispensabili ed innovativi per ricreare equilibri di carattere economico, sociale, istituzionali e politico in contesti in cui spesso le condizioni geo-politiche precarie hanno ostacolato forme di sviluppo ed innovazione simili a quelle di altri contesti caratterizzati invece da indici di sviluppo medio-alti.
In tal senso sono stati ideati nuovi strumenti di programmazione finanziaria rivolti a quei Paesi che hanno acquisito lo status di “ potenziali candidati” e nei confronti dei quali molte delle attenzioni di carattere economico, sia a livello europeo che mondiale, vanno intensificandosi per incentivare ed addurre forme di sviluppo economico ed istituzionale potenzialmente realizzabili grazie anche alla volontà di crescita di molti dei governi locali.L’analisi qui di seguito si compone di quattro parti suddivise in capitoli.
La prima parte cerca di offrire un’analisi esaustiva del contesto, concentrandosi nell’offrire dati di carattere geografico e politico-amministrativo, di necessaria importanza per capire la solidità istituzionale di una paese che vive di una stabilità politica da soli pochi anni.
Nel capitolo successivo si cerca di evidenziare come il contesto potrebbe cambiare in vista della candidatura del paese ad entrare a far parte dell’Unione Europea e di una serie di strumenti finanziari che vedrebbero la Serbia come principale destinataria.
L’elaborato prosegue con una dettagliata fotografia del quadro macroeconomico rilevato in Serbia che, visti gli elevati tassi di crescita realizzati nel corso del 2006, stupirebbe chiunque. Il quadro evidenzia l’esistenza di flussi economici molto vivi e sviluppati, i quali godono di fiorenti indici di crescita e sono orientati sia ad esportate che ad importare e che nelle esportazioni vedono l’Italia come il primo paese acquirente.Le due parti finali dell’elaborato cercano di individuare alcune aree in cui intervenire con il solo obiettivo di migliorare e rendere più agevoli i flussi oggi esistenti tra molte imprese pugliesi e la Serbia. Di fatto l’analisi relativa al quadro infrastrutturale presente in Serbia consente di individuare un settore d’intervento in cui poter ipotizzare forme di miglioramento nell’ambito della logistica, il quale costituisce un settore strategico di fondamentale importanza e che se ben pianificato e gestito consentirebbe una miglior gestione dei numerosi flussi commerciali, oggi troppo spesso ostacolati dalle difficoltà tecniche esistenti nelle reti di comunicazione.Le ipotesi di intervento potrebbero realizzarsi se si riuscisse a sfruttare al meglio i punti di forza individuati, i quali associati alla presenza di zone franche localizzate in posizioni strategiche e ben garantite da una stabilità di tipo istituzionale fortemente migliorata anche mediante le negoziazione intercorsa per il progetto INEPS, addurrebbero un notevole sviluppo e la possibilità di crescita a molte delle imprese che popolano il contesto industriale pugliese.
L’ultimissima parte del lavoro è incentrata sulle diverse forme di collaborazione realizzate tra il nostro Paese e la Serbia, nel settore della logistica e dei trasporti; un settore che vede fiorire diversi progetti e studi di fattibilità per cercare di rendere più efficienti le reti di trasporto esistenti.
Si presenterà il progetto ideato e presentato dal Patto Nord-Barese Ofantino in seguito a questo studio ed una serie di altri progetti italiani in via di conclusione che mirano ad ottimizzare i flussi commerciali mediante sia lo sviluppo del trasporto intermodale che, agevoli e ottimizzi gli spostamenti, e sia la ricerca di partner italo serbi interessati ad affacciarsi sul mercato dell’Europa dell’Est, oggi fortemente attrattivo.


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Presentazione I nuovi strumenti di supporto finanziario disciplinati dagli organi competenti dell’UE costituiscono dei mezzi indispensabili ed innovativi per ricreare equilibri di carattere economico, sociale, istituzionali e politico in contesti in cui spesso le condizioni geo-politiche precarie hanno ostacolato forme di sviluppo ed innovazione simili a quelle di altri contesti caratterizzati invece da indici di sviluppo medio-alti. In tal senso sono stati ideati nuovi strumenti di programmazione finanziaria rivolti a quei Paesi che hanno acquisito lo status di “ potenziali candidati” e nei confronti dei quali molte delle attenzioni di carattere economico, sia a livello europeo che mondiale, vanno intensificandosi per incentivare ed addurre forme di sviluppo economico ed istituzionale potenzialmente realizzabili grazie anche alla volontà di crescita di molti dei governi locali. Il progetto di mobilità studenti noto come progetto “Leonardo da Vinci”, promosso dall’ente Patto Territoriale per l’Occupazione Nord/Barese Ofantino, mi ha permesso di realizzare uno stage formativo della durata di quattro mesi presso l’ufficio ICE di Bruxelles. Durante le interessanti settimane trascorse in ufficio ho avuto modo di dedicare il mio tempo ad un lavoro di studio e ricerca che stimolato proprio dall’analisi del nuovo strumento di pre-adesione finanziaria mi ha condotto, per qualche strana coincidenza che non saprei motivare, sulle “sponde del fiume Danubio” alla ricerca di prospettive di sviluppo da ipotizzare nella regione indubbiamente più sviluppata della Serbia, che ha il suo capoluogo nella città di Novi Sad e che è sorta proprio sulle rive del Danubio: la Vojvodina. La possibilità di accesso ad una serie di informazioni consentitami dall’essere stagiaire presso l’ICE ha fortemente stimolato il mio desiderio di informazione, spintosi sino a cercare di individuare delle ipotesi su cui lavorare per incentivare le forme di collaborazione, già ora numerose, Italo-Serbe. Il momento più inaspettato di questo lavoro ha raggiunto il suo apice nei giorni 8- 9-10 Novembre 2007 durante i quali il responsabile del progetto Leonardo, mi ha gentilmente permesso di prendere parte ad una delegazione governativa in missione in Serbia e precisamente a Novi Sad. 5

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