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Media senza mediatori, l'esempio statunitense. Caso J-Learning

Informazioni tesi

  Autore: Viviana Minasi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze della Comunicazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Pasquale Mallozzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 76

A 10 anni dall'irruzione dei blog nel panorama dell'informazione, sono diversi i cambiamenti che questi hanno portato nel settore del giornalismo. E la professione ed i professionisti hanno dovuto adattarsi, modificando ruoli e metodi. Dai blog si diffonde il giornalismo partecipativo (o citizen journalism), che in America ha già assunto una veste quasi istituzionale. E J-Learning, il laboratorio on-line di giornalismo partecipativo, ne è un esempio.

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I INTRODUZIONE Oggi si parla sempre più spesso di nuovi media e di nuovi modi di comunicare, sviluppatisi dopo il boom della Rete Internet. E sempre più spesso si cade nell’errore di considerare la sola Internet come l’unico nuovo medium di comunicazione di massa, accantonando quelli che per anni sono stati i veri protagonisti della scena dell’informazioni e senza i quali oggi non avremmo avuto Internet. Mi riferisco, è chiaro, a radio e televisione, brutalmente finite tra i “vecchi media”, ormai quasi dimenticati e considerati mezzi di comunicazione inferiori rispetto alla Rete. Il vecchio e caro giornale, ad un certo punto, è sembrato inutile e poco idoneo a soddisfare le esigenze ad essere informati della gente: troppe notizie, troppi eventi, a volte lontani, hanno “costretto” alla creazione di un mezzo di diffusione dell’informazione più capillare, la radio, che per anni ed anni ha appassionato gli ascoltatori ed ha cambiato la percezione dell’informazione che da visiva si è trasformata in uditiva. E’ poi arrivato il turno della televisione, potente e sconvolgente mezzo di informazione, capace non solo di far udire la notizia, ma addirittura di far vedere a Roma ciò che è successo a New York, a Tokyo ciò che accade a Dublino. Ed ecco che la percezione dell’informazione varia nuovamente; questa volta avviene la fusione tra l’udire ed il vedere: è il primo passo verso la comunicazione globale. Qualcuno avrà pensato (e detto): “abbiamo toccato l’apice”. Probabilmente credeva che passi in avanti verso un nuovo modo di comunicare non sarebbero stati compiuti. E invece non molto lontano dal nostro Paese, precisamente presso i laboratori del Cern 1 di Ginevra, Tim Berners Lee, con lo scopo di semplificare il sistema di comunicazione tra la comunità scientifica dei fisici, inventa il World Wide Web 2 . Col tempo la Rete Internet diviene un mezzo di comunicazione a tutti gli effetti, sviluppando anche nuovi modi di fare giornalismo. 1 Centro Europeo per la Ricerca Nucleare. Sul significato della prima lettera dell’acronimo c’è un po’ di confusione ma da alcuni anni viene tradotto con European Organization for Nuclear Research. 2 Il World Wide Web (o Web) è una rete di risorse di informazione basata sull’infrastruttura di Internet. Il Web si basa su tre meccanismi per rendere queste risorse disponibili ad un gran numero di utenti: 1) uno schema di denominazione uniforme per localizzare le risorse sul Web (gli URL); 2) protocolli per accedere alle risorse denominate sul Web (http…); 3) ipertesto per una facile navigazione tra le risorse (HTML).

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