Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Sviluppo di un agente BDI in Jadex

Questo lavoro di tesi si colloca nell’ambito della ricerca nel settore dei Sistemi Multi-Agente. In particolare, si è posta l’attenzione su come i nuovi paradigmi di computazione ubiquita e pervasiva influenzassero la progettazione dei Sistemi Multi-Agente utilizzati nelle applicazioni context-aware.
Lo scopo della tesi è quello di analizzare e approfondire tutti gli aspetti coinvolti nella progettazione di un agente BDI, a partire dalla raccolta e dall’organizzazione delle informazioni, per arrivare alla progettazione di un agente intelligente che agisca appropriatamente sulla base delle conoscenze acquisite per raggiungere i propri obiettivi e spinto dalle proprie intenzioni. Ci proponiamo di progettare e sviluppare un agente BDI che sia in grado di comunicare, interagire e negoziare all’interno di un sistema multi agente con altri agenti BDI. Per questo motivo ci proponiamo di utilizzare un nuovo tool di realizzazione di agenti: Jadex. Realizzato sulla base dell’architettura agente di Jade, il pacchetto Jadex consente di sviluppare agenti rispettosi delle specifiche FIPA, applicando l’architettura BDI al progetto e al livello di implementazione.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE SVILUPPO DI UN AGENTE BDI IN JADEX 6INTRODUZIONE Questo lavoro di tesi si colloca nell ambito della ricerca nel settore dei Sistemi Multi-Agente. In particolare, si Ł posta l attenzione su come i nuovi paradigmi di computazione ubiquita e pervasiva influenzassero la progettazione dei Sistemi Multi-Agente utilizzati nelle applicazioni context-aware. Il termine ubiquitus computing Ł stato introdotto nel 1988 da Mark Weiser a seguito delle sue ricerche condotte come direttore del centro di ricerca Xeros Parc a Palo Alto in California. Il suo motto era: Attiviamo il mondo , nel senso di renderlo attivo e intelligente. Il computer molto spesso Ł il punto focale della nostra attenzione, secondo Mark Weiser, e questo vale anche per il personal computing. La sfida Ł dunque quella di eliminare i computer creando un nuovo rapporto fra uomo e macchina, progettando dei sistemi di computazione migliori che possano stare in disparte, in modo che le persone possano seguire il loro quotidiano; questa Ł una considerazione completamente uomo centrica che riduce la tecnologia a stare sullo sfondo, in modo invisibile, come un puro mezzo per raggiungere determinati scopi e permettere di concentrarsi sui fatti [i.1]. Il termine pervasive computing Ł strettamente correlato al pensiero di Weiser il quale con il termine ubiquitus computing voleva intendere che l elaborazione non sarebbe stata piø concentrata all interno di un elaboratore, ma si sarebbe spostata ovunque, in modo pervasivo nell ambiente. In genere quando si parla di pervasive si f rifer imento non solo all invasione da parte dei computer nell ambiente che ci circonda, ma anche sul nostro corpo; infatti sono stati realizzati piccoli chip contenenti informazioni sugli utenti incorporati in accessori quali orecchini, orologi e collegati in rete con comupter piø grandi destinati all elaborazione delle informazioni. In tal modo entrando in un ambiente intelligente gli utenti senza

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze e Tecnologie Informatiche

Autore: Grazia Palmisano Contatta »

Composta da 149 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 729 click dal 18/07/2008.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.