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Da ''Agostino'' a Jack Frusciante. Il Romanzo di Formazione nell'Italia del dopoguerra

La tesi segue l’evoluzione del romanzo di formazione sin dalle sue teutoniche origini e, attraverso l’analisi delle opere più significative, ne evidenzia l’affermazione in Italia nel periodo che va dal secondo dopoguerra fino agli anni Novanta.
Nella prima parte, seguendo un percorso cronologico, vengono tracciate le coordinate di diffusione in Europa: da Goethe a Dickens, passando per Stendhal e Flaubert, fino a giungere in Italia grazie a Ippolito Nievo.
Il fascismo mette a dura prova il suo sviluppo, ma la Resistenza e la promulgazione della Costituzione danno nuova linfa alla produzione letteraria e al romanzo di formazione, come testimoniano le opere di Moravia, Calvino, Morante, Bassani e Fenoglio.
La seconda parte del lavoro approfondisce, con ampie riflessioni, le tematiche infantili e adolescenziali nelle opere che hanno caratterizzato maggiormente l’evoluzione di tale forma letteraria: "Agostino" di Moravia, "Il sentiero dei nidi di ragno" di Calvino, "Ragazzi di vita" di Pasolini, "La ragazza di Bube" di Cassola e, per avvicinare il più possibile la trattazione ai giorni nostri, "Tre metri sopra il cielo" di Moccia e "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di Brizzi.
La tesi si chiude con l’accenno a una potenziale crisi del romanzo di formazione.
In conclusione, è doveroso porre l'accento sulla crescente identificazione dei giovani lettori con i protagonisti dei romanzi: ciò aiuta i ragazzi a crescere e a capire meglio se stessi e il mondo che li circonda, soprattutto attraverso le vicissitudini dei loro amici “cartacei”.

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1 Introduzione Con questo lavoro intendo approfondire il tema del romanzo di formazione nel panorama italiano del ventesimo secolo. Questo genere letterario, ancora poco studiato in Italia, offre con chiarezza l’immagine dell’infanzia e dell’adolescenza italiana durante il periodo che va dalla fine della Seconda Guerra mondiale, passando per un triste e disperato dopoguerra, fino ai giorni nostri. Nel primo capitolo, dopo aver accuratamente definito l’ambito di ricerca, traccerò le coordinate entro cui è germogliato il romanzo di formazione, con specifici riferimenti al contesto tedesco e più generalmente europeo. Successivamente concentrerò la mia attenzione sull’avvento in Italia e sulle problematiche condizioni della letteratura durante l’epoca fascista e postfascista. Infine passerò in rassegna gli scrittori che hanno favorito l’affermazione di questa nuova forma letteraria nel nostro Paese, indugiando anche su quelli più contemporanei. Concluderò questa prima parte con un rapido accenno alla letteratura giovanile. Nel secondo capitolo indagherò il tema specifico di questa tesi. Presenterò un’analisi di testi di autori italiani quali Moravia, Calvino, Pasolini, Cassola e per attualizzare la trattazione Moccia e Brizzi, evidenziando, singolarmente per ciascun romanzo, la sintesi dell’opera e l’approfondimento dei temi dell’infanzia e dell’adolescenza secondo il pensiero dell’autore. Terminerò questa sezione con un riepilogo generale e con alcune riflessioni conclusive circa una potenziale sintesi tra le concezioni dei vari scrittori. Nel terzo e ultimo capitolo proporrò un dibattito, tuttora aperto, riguardante la questione di una possibile crisi del romanzo di formazione.

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Emanuele Ballacci Contatta »

Composta da 109 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5918 click dal 22/07/2008.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.