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La concezione di agente morale nel costruttivismo kantiano

Questa tesi è volta a presentare le principali caratteristiche della corrente metaetica del costruttivismo morale kantiano. In particolare l'intento è quello di metter in luce la peculiare concezione di agente morale che entro la cornice di una teoria morale fondata su un'analisi delle conseguenze che derivano da una concezione della ragione come pratica.
L'elaborazione avviene a partire dall'interpretazione presentata da John Rawls della "Critica della ragion pratica" di immanuel Kant e di come questa si traduce all'interno di una teoria costruttivista. Si analizza in particolare la posizione di Christine Korsgaard per quanto concerne la sorgente della normatività in etica.

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INTRODUZIONE Il termine costruttivismo kantiano è introdotto da John Rawls in Kantian Constructivism in Moral Theor,y per definire una particolare interpretazione della teoria morale di Kant come formulata nella Critica della Ragion Pratica. Tale interpretazione dà avvio ad una formulazione del pensiero kantiano in contrasto con le teorie intuizioniste razionaliste e in particolare, prende spunto dalla critica di Kant nei confronti del perfezionismo metafisico di Leibniz. Si ridefinisce così la questione morale come una questione pratica che non fa, cioè, appello ad alcuna ontologia particolare, ma che allo stesso tempo è in grado di rendere conto degli aspetti di oggettività e normatività delle proposizioni morali. Il punto di partenza fondamentale della teoria costruttivista è un'interpretazione pratica della ragione considerata come l'unica facoltà in grado di produrre effettiva influenza sull’agire umano, per cui le norme morali, in conformità con questo carattere pratico, possono essere prodotte dalla sola ragione mediante una procedura che specifichi i principi particolari a partire dall’unica legge formale riconosciuta dalla stessa ragione pratica, ossia l’imperativo categorico. Rawls definisce il costruttivismo morale di Kant in questi termini: A caratterizzare il costruttivismo morale di Kant è l’idea che la specificazione degli imperativi categorici che definiscono il contenuto dei doveri di giustizia e di virtù spetti a una procedura di costruzione (la procedura dell’imperativo categorico) la cui forma e struttura riflette sia i due poteri della nostra ragione pratica, sia il nostro status di persone morali, libere ed eguali.1 La costruzione avviene dunque a partire da due considerazioni fondamentali: la natura pratica della ragione e la natura degli agenti per i quali gli imperativi sorti dalla procedura devono risultare validi, cioè tutti gli agenti razionali in grado di agire in base a ragioni e di produrre e valutare i propri giudizi. Una delle ragioni di interesse del costruttivismo kantiano è che propone come una concezione di oggettività e normatività che tiene conto della caratterizzazione degli agenti, 1 Rawls, 2004, p 255. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Filosofia

Autore: Laila Hassan Contatta »

Composta da 68 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.