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Responsabilità Sociale nell'imprenditoria del Sud Italia: il caso Callipo.

Partendo dalla definizione del frame teorico e istituzionale del concetto di Responsabilità Sociale delle Imprese si è tentato di dimostrare come e se tale pratica possa essere un mezzo attraverso il quale colmare il divario tra Nord e Sud Italia.
Prendendo in analisi il Libro Verde dell’Unione Europea in cui per la prima volta tale concetto viene considerato e le successive comunicazioni che tale organo formula a riguardo si procede ad esaminare come la RSI venga recepita all’interno dell’ordinamento italiano e quali siano le politiche adottate per regolare e incentivare tale pratica.
Procedendo si è poi analizzata la situazione del Mezzogiorno e attraverso una serie di documenti istituzionali si sono considerate le politiche attuate negli ultimi anni per far fronte a tale divario sia da parte dell’Unione Europea, sia da parte dello Stato italiano, sia da parte delle amministrazioni più vicine a tale territorio come regioni ed enti locali, cercando di capire che tipo di obiettivi ci si ponga a riguardo, come queste politiche vengano attuate e quali siano i risultati che si profilano.
Si è presa poi visione di un caso aziendale specifico la “Giacinto Callipo Conserve Alimentari Spa” per poter rappresentare un esempio pratico d’impresa socialmente responsabile nel Mezzogiorno.
Si è per questo visto quali siano le azioni sociali compiute dall’impresa in questione e i benefici che esse apportano ad essa stessa e ai cosiddetti stakeholder.
L’intervista a Filippo Callipo, culmine della ricerca, cerca di chiarire concretamente le difficoltà che si incontrano nel fare impresa e nell’essere imprenditori nel Sud, le luci e le ombre delle politiche finora attuate nel Mezzogiorno ed il suo parere circa la possibilità di applicazione del concetto di RSI intesa così come questa tesi va dimostrando con le eventuali difficoltà annesse.
La definizione di RSI proposta da tale lavoro è definita “ideale”, ma necessita di un’operazione congiunta tra politica, impresa e cittadini per giungere ad una “reale” coesione sociale.

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3 Introduzione. Questo lavoro nasce da una personale riflessione sulle condizioni socio-economiche e culturali del Sud Italia. Estrapolando da un frame teorico il concetto di Responsabilità Sociale delle Imprese ripreso e ampliato in ambito istituzionale nel Libro verde dell’Unione Europea e applicato nel contesto nazionale dal Corporate Social Responsibility-Social Commitment si ritiene di poter dimostrare che tale pratica qualora incentivata potrebbe conseguire utili risultati in materia di sviluppo dei territori svantaggiati e di coesione sociale. Tale lavoro nasce da domande che hanno sempre cercato di rispondere alle ragioni del mancato sviluppo nel Mezzogiorno. “Perché il Sud Italia resta sempre un passo indietro rispetto al resto d’Italia? Perché la gente del Sud è disposta ad andare a lavorare e anche ad investire al Nord o addirittura all’estero piuttosto che cercare e creare Sviluppo nel Meridione?” La risposta ricorrente a questo tipo di domande è sempre stata la stessa: non ci sono le opportunità, ma poiché non si ritiene esauriente questo tipo di risposta, si è cercato di ricostruire la storia delle politiche susseguitesi per lo sviluppo di tale territorio per capire che tipo di possibilità mancano e di cosa si ha bisogno per creare sviluppo e coesione sociale. Quelle che si sono profilate nel corso dell’analisi sono le opportunità che invece nel Mezzogiorno non mancano: corruzione, criminalità, disoccupazione non imputabili ad un discorso prettamente culturale. Anche per sfatare i luoghi comuni legati agli aspetti socio – economici del meridione, nel corso del lavoro si prende in considerazione un caso concreto d’impresa socialmente responsabile la Giacinto Callipo Spa e l’intervista con

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marianna Tangorra Contatta »

Composta da 117 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 924 click dal 29/07/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.