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Il problema dell'embodiment nei nuovi ambienti digitali

Analisi dell'Embodimenti dal punto di vista delle Scienze Cognitive, dell'Intelligenza Artificiale, dell'Artificial Life e della Robotica. Applicazione e sperimentazione dell'Embodiment da parte di avatar nel virtual worlds (Second Life). Descrizione di un linguaggio: LSL (Linden Script Language).

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Il Problema dell’Embodiment nei Nuovi Ambienti Digitali 1 INTRODUZIONE Cos’è l’Embodiment? Tradotto in italiano questo sostantivo significa corporeizzazione, incarnazione, e il suo aggettivo è Embodied, cioè corporeizzato, incarnato, situato. In filosofia, il concetto di embodiment riguarda l’incarnazione di un essere in un ente corporeo, ed è stato spesso utilizzato in passato da diversi filosofi (tra i quali ricordiamo George Lakoff, Rafael Núñez e Martin Heidegger) con diverse interpretazioni riguardanti il rapporto mente-corpo di cartesiana memoria (Cartesio considerava la mente e il corpo come parti del tutto distinte e di natura diversa tra loro e rese comunicanti attraverso la ghiandola pineale). Tale riflessione aveva come oggetto di studio il corpo e la mente umani concreti. Al di là delle varie interpretazioni che sono state date al corpo e alla mente (bios, Dasein, intenzionalità, per-sé, ecc) si è sempre rimasti nel contesto di un uomo inserito nel mondo reale, senza considerare la possibilità che ci possano essere altre forme di corporeità e di realtà. Fino alla prima metà degli anni novanta, persisteva ancora l’idea che la mente fosse separata dal corpo. Partendo da Descartes, passando per Kant fino a (e incluso) Wittgenstein, la filosofia ha considerato l’individuo come un singolo agente (stand- alone) e ha mosso le sue problematiche tutte all’interno di esso, della sua mente. Questa teoria era confermata sia dal modello della mente computazionale che, rifacendosi alla metafora del computer, distingueva la parte hardware (corpo) dalla parte software (mente), sia dal modello della mente come “black box” del comportamentismo. Successivamente, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta, ci si è resi conto che per comprendere la mente è necessario aprire questa scatola nera e guardare al suo interno per cogliere i nessi esistenti tra la mente, il cervello e il corpo. Questo ha portato a considerare l’individuo come un essere inserito in un ambiente sociale. Una linea di ricerca (la Social Epistemology) studia l’individuo come un agente che in tale ambiente non è più solo, ma si scopre inserito in una rete di rapporti con diversi agenti autonomi che cooperano tra di loro (che possono essere sia umani sia artificiali, come robot o programmi informatici), ciò prende il nome di Distributed Intelligent Multi-Agent Systems (MAS). Una seconda linea di ricerca (Embodiment Philosophy) evidenzia che questi individui non sono inseriti nel mondo solo con la loro mente, ma in “carne ed ossa”, cioè aventi un corpo.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Chiara Porcelluzzi Contatta »

Composta da 136 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 523 click dal 02/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.