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Una società in cambiamento: dal multiculturale all'interculturale. Implicazioni per una formazione alla comunicazione interculturale.

I processi di globalizzazione economica e la caduta del muro di Berlino hanno prodotto nuovi flussi migratori e l'allargamento delle aree d'emigrazione; l'Italia, a lungo paese d'emigrazione, è ormai diventata una delle principali destinazioni nello scenario europeo. Nell'era della globalizzazione la convivenza delle culture è un tema più che mai attuale. Muovendo da tali considerazioni nel presente lavoro, dopo un breve riferimento alle cause strutturali dei fenomeni migratori, si affronta il tema dell'interconnessione delle culture e di come il dialogo giochi un ruolo fondamentale nella comunicazione tra le culture. Anche la comunicazione non verbale è fondamentale nella comunicazione interculturale: la capacità di codificare e decodificare in modo giusto ed efficace i segnali non verbali, può evitare fraintendimenti ed il fallimento della comunicazione. E' importante quindi analizzare anche gli ostacoli alla comunicazione interculturale. Le ultime parti del lavoro sono dedicate, rispettivamente, all'esame dell'offerta formativa italiana in Comunicazione Interculturale ed al progetto SPICES, progetto co-finanziato dall'Unione Europea che mira a far conoscere e a diffondere conoscenze ed abilità in Comunicazione Interculturale.

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PREMESSA Tre sono le motivazioni fondamentali che mi hanno portato a scegliere la comunicazione interculturale come argomento per questo mio lavoro. ξ In primo luogo la volontà di ampliare i miei orizzonti “interculturali” e quindi saperne di più, per poi cercare di far comprendere a mio figlio, un tredicenne a volte infastidito dal comportamento indisponente di compagni di classe “stranieri”, che l’avventura dell’immigrazione straniera in Italia non è sempre positiva per chi si trova a dover emigrare; spesso le persone lasciano il paese dove sono nate, dove sono cresciute, dove hanno i propri amici e forse dove speravano di costruire e vivere la loro vita nel migliore dei modi, per un posto dove non conoscono nessuno e dove nessuno conosce loro, un posto del quale, in genere, non conoscono né lingua, né usi, né abitudini, ma soprattutto un posto dove non hanno amici. Alla domanda se lui sarebbe stato felice in una situazione del genere, mio figlio non ha risposto: forse è iniziata per lui la riflessione sulla vita di questi ragazzi, certo a volte pesanti da sopportare 5

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Palomba Contatta »

Composta da 115 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.