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L'invecchiamento demografico in Italia e le sue conseguenze sui consumi sanitari: un'analisi territoriale

Il processo di invecchiamento è uno dei principali motivi di studio dei demografi. La diminuzione del numero e della proporzione delle persone giovani e il parallelo aumento del numero e della proporzione delle persone anziane comportano, infatti, conseguenze notevoli sia sul piano economico sia su quello sociale. La situazione globale è molto diversa tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo: nei primi si sono concluse già da tempo le trasformazioni collegate alla prima transizione demografica (diminuzione dei livelli di mortalità e di natalità) e sono andati sviluppandosi quei cambiamenti che rientrano nella fase definita post-transizionale. Il lavoro di indagine si è concentrato sull’Italia, perché è la nazione più anziana del mondo, avendo una proporzione di ultrasessantacinquenni pari al 19,9% del totale della popolazione. I fattori che hanno più contribuito all’aumento consistente della percentuale di ultrasessantenni e alla riduzione della popolazione giovane sono la diminuzione del numero medio dei figli messi al mondo da ogni donna e l’aumento della speranza di vita alle età anziane. Attraverso l’osservazione dell’evoluzione tra gli anni ’60 e i primi anni del 2000 di questi due indicatori (il TFT e la speranza di vita a 60 anni) si è potuta fare una comparazione tra le diverse regioni italiane. È emerso un quadro eterogeneo, non solo nel confronto tra le diverse ripartizioni geografiche (Nord, Centro e Sud Italia), ma anche tra quelle regioni di appartenenza alla stessa area. L’aspetto significativo, tuttavia, è che, nonostante prevalgano delle differenze significative tra gli indicatori delle diverse regioni, in tutte queste è in atto il fenomeno dell’invecchiamento. Dopo aver affrontato le caratteristiche regionali relative alla percentuale di anziani si è preso in esame esclusivamente l’aumento dei consumi sanitari, in relazione all’invecchiamento. La letteratura internazionale non ha una posizione comune riguardo a tale problema. Molti studiosi hanno espresso delle preoccupazioni circa la sostenibilità finanziaria del sistema sanitario (Pammolli F., Salerno C., 2006; Felder e Meier,1999) in particolare sulla futura disponibilità di quantità sempre più elevate di risorse pubbliche necessarie per soddisfare una domanda crescente. Secondo altri studiosi (Evans et al., 2001), invece, l’ipotesi che la spesa sanitaria dovrà aumentare notevolmente per soddisfare i maggiori bisogni è un pretesto per richiedere più risorse con le quali incrementare i redditi di chi fornisce assistenza sanitaria. L’analisi svolta sulla verifica di qualsiasi relazione possibile tra la crescita del numero di anziani e l’aumento dei consumi sanitari è stata effettuata attraverso l’utilizzo dei dati relativi alle dimissioni dei ricoveri ospedalieri e di quelli propri del consumo dei farmaci. In entrambi i casi sia il numero di ricoveri, sia il consumo dei farmaci aumentano in relazione all’età. È necessario, però, fare un’altra considerazione: l’incremento della speranza di vita alle età anziane è uno dei principali elementi che incide sull’aumento del numero degli anziani. I guadagni di vita possono accompagnarsi sia a un miglioramento dello stato di salute degli anziani, sia, al contrario, a una più elevata morbilità e/o maggiore incidenza dell’invalidità. Dall’analisi effettuata è emerso che, anche se in maniera differente a seconda della regione presa in esame, l’incremento di vita ottenuto alle età anziane è stato accompagnato da un analogo incremento nella speranza di vita in buona salute e in quella libera da disabilità. I guadagni di anni di vita che acquisiscono gli anziani non contribuiscono, quindi, ad un peggioramento dello stato di salute di questi e non incidono sull’aumento della spesa sanitaria. Aumentando il numero assoluto degli anziani a causa del fenomeno dell’invecchiamento, la conseguenza principale è una maggiore domanda di bisogni sanitari e quindi un aumento della spesa. Questo è l’aspetto più importante: essendo la popolazione ultrasessantacinquenne quella che costa di più, inevitabilmente un suo aumento numerico grava maggiormente sulle spese del sistema sanitario. In base alle proiezioni il numero degli anziani è destinato ad aumentare e inevitabilmente questo incremento graverà sul sistema sanitario pubblico. L’aspettativa di una crisi del sistema sanitario pubblico rafforza le motivazioni a favore di una transizione a sistemi di finanziamento misti, con un incremento a carico dei privati. Il problema dell’invecchiamento e le sue conseguenze vengono sottovalutate; bisognerebbe adottare delle precise politiche attraverso le quali cercare di ridurre l’aumento della componente ultrasessantacinquenne incentivando le coppie a mettere al mondo un numero di figli maggiore di 1,8. Il fatto è che politiche di tipo demografico producono i loro effetti a medio e lungo termine: troppo tempo per la classe politica che ha bisogno di risultati visibili nell’arco di pochi anni.

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   4 INTRODUZIONE Il processo di invecchiamento è ad oggi una delle principali tematiche di studio dei demografi. Tale fenomeno determinato dalla capacità degli individui di controllare la propria fecondità e dall’aumento della longevità dell’uomo fino ad età, che erano in passato lontanamente immaginabili, non può essere visto che come ineluttabile e positivo (Golini, 2003). Esso rappresenta, infatti, l’evidente testimonianza del miglioramento della qualità della vita in tutti i paesi sviluppati, verificatosi negli ultimi decenni grazie ai progressi della medicina, a migliori condizioni igieniche, ad un’alimentazione adeguata e ad un maggiore benessere psicofisico, nonché il raggiungimento della capacità da parte della donna di controllare la propria fecondità. L’aumento della proporzione degli anziani nelle società più industrializzate comporta, allo stesso tempo, delle conseguenze notevoli sia sul piano economico sia su quello sociale (Egidi, 2000; Golini, 2003; Natale, 2002). La situazione è molto diversa tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo: i secondi, infatti, stanno ancora subendo le trasformazioni demografiche già conclusesi nei primi, tipiche della prima transizione demografica 1 . L’Europa è il continente in cui le determinanti dell’invecchiamento sono più accentuate: la maggior parte delle nazioni europee si trova ai primi posti tra quelle che hanno una maggiore percentuale di anziani. Molti studiosi hanno analizzato le motivazioni che hanno portato ad un sostanziale aumento del numero degli anziani                                                        1 Il processo che ha portato progressivamente le popolazioni da elevati verso ridotti livelli di fecondità e mortalità.  

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gianluca Giacinto Contatta »

Composta da 206 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 8700 click dal 03/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.