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L'integrazione sociale della persona autistica attraverso lo sport

La sindrome dello spettro autistico è stata ,per me,una “patologia” di grande interesse.
Il lavoro svolto illustra in maniera generale nei primi capitoli, le cause della sindrome e i disturbi associati,il trattamento psicoeducativo delle persone autistiche attraverso l’utilizzo del programma TEACCH ,l’uso del test PEP-R per visualizzare la situazione di partenza ,i test psicomotori,le attitudini motorie ad uno sport specifico,le motivazioni delle persone autistiche a fare sport,ma poi focalizza il suo interesse ,nei capitoli successivi, sullo sport quale mezzo di integrazione sociale e sulla figura dell’educatore sportivo. Sport amatoriali e agonistici per persone con sindrome dello spettro autistico possono facilitare il difficile inserimento sociale delle persone autistiche?Si!il ruolo dell’educatore sportivo che deve essere adeguatamente informato,formato e con forti motivazioni ad intraprendere un lavoro di presa in carico di persone autistiche.
Il lavoro è correlato da significative immagini .carolina intoccia
Li 21.07.08

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6    Introduzione Negli ultimi decenni gli innumerevoli studi effettuati in tutto il mondo sull’Autistic Sindrom Disturb (ASD), meglio conosciuta come autismo, ha consentito di condividere la posizione comune che considera l’autismo un disturbo generalizzato dello sviluppo superando le posizioni iniziali che lo ritenevano la conseguenza di un alterato rapporto tra un bambino nato sano e l’ambiente, soprattutto familiare, incapace di accettarlo. Ancora poco chiaro risulta, però, alla comunità scientifica tutta, quanto la persona autistica veda e legga il mondo, e le relazioni con esso, in modo diverso, tenuto conto che essa ha uno stile cognitivo diverso, che rimane tale per tutta la vita. Si rileva, comunque, quanto, le nuove conoscenze sull’ASD abbiano fatto emergere la consapevolezza negli studiosi di quanto errato sia stato l’iniziale approccio avuto verso le persone affette da disturbi autistici. E’ pertanto importante organizzare sia il progetto educativo che l’ambiente se desideriamo realmente favorire la comunicazione con queste persone.  Sono passati quasi sessanta anni da quando il dott. Leo Kanner, psichiatra della John Hopkins University, scrisse il primo articolo usando il termine “autismo” alla patologia di un gruppo di bambini che erano chiusi in sé stessi e avevano enormi problemi di socializzazione, di comunicazione oltre che comportamentali.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze del Benessere

Autore: Carolina Intoccia Contatta »

Composta da 82 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.