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L'immagine primitiva. Il cinema di Jean Eustache.

Il testo si prefigge di analizzare nella sua interezza l’opera di Jean Eustache (1938-1981), cineasta francese appartenente alla generazione immediatamente successiva a quella della Nouvelle Vague. L’analisi segue l’ordine cronologico della realizzazione dei singoli film, fondamentalmente per la necessità di ricostruire lo sviluppo di un’opera fortemente legata alla biografia del regista e che, come ha precisato lo stesso Eustache in un’intervista, sembra presentarsi come un corpo unico diviso in singoli capitoli. Ogni capitolo si apre con alcune indicazioni sul percorso produttivo che ha portato alla realizzazione del film, non solo per rispondere a una necessità di tipo storiografico, ma anche nel tentativo di dimostrare che, nonostante Jean Eustache non abbia certo avuto una carriera agevole, l’etichetta di cineasta maledetto “ucciso dal sistema” non corrisponda del tutto a verità. In realtà Eustache riuscì a girare tutti i film che aveva desiderato realizzare (escludendo alcuni progetti incompiuti a causa della sua prematura scomparsa, come vedremo nel paragrafo che vi è dedicato) e una delle sue più grandi qualità fu proprio quella di essere stato un ottimo produttore di se stesso, riuscendo a portare a termine progetti ambiziosi con budget molto ristretti.

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4 INTRODUZIONE Il testo che segue si prefigge di analizzare nella sua interezza l’opera di Jean Eustache (1938-1981), cineasta francese appartenente alla generazione immediatamente successiva a quella della Nouvelle Vague. I suoi film ricoprono un arco di circa diciotto anni (dal 1963 al 1981) e sono parte di una produzione piuttosto varia che annovera opere di diverso metraggio e tipologia (circa metà di questi film era destinata alla televisione). L’analisi segue l’ordine cronologico della realizzazione dei singoli film, fondamentalmente per la necessità di ricostruire lo sviluppo di un’opera fortemente legata alla biografia del regista e che, come ha precisato lo stesso Eustache in un’intervista, sembra presentarsi come un corpo unico diviso in singoli capitoli. L’unico caso in cui l’ordine non è stato rispettato è quello de La Rosiére de Pessac: i due film con lo stesso titolo e lo stesso soggetto, girati a undici anni di distanza l’uno dall’altro, sono stati inseriti in unico capitolo (insieme ad un altro documentario, Le cochon) per poter essere confrontati e poter trarre delle conclusioni riguardanti questo progetto portato a termine in due riprese. La maggior parte dei capitoli sono dedicati all’analisi di un singolo film, ma in quello sopraccitato e nel nono sono raggruppati diversi film che ci sono sembrati, oltre che vicini cronologicamente, parte di un unico “momento” della filmografia del cineasta. La biografia che apre il testo è piuttosto schematica e succinta, per via del fatto che gli episodi salienti della vita del regista (quegli episodi che hanno svolto un ruolo chiave nel concepimento di alcuni film) sono ripresi più avanti. Ogni capitolo si apre con alcune indicazioni sul percorso produttivo che ha portato alla realizzazione del film, non

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefano Trinchero Contatta »

Composta da 182 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 691 click dal 03/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.