Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Ruolo dei fattori biologici nell'insorgenza della depressione post parto

Lo scopo di questa ricerca è stato quello di una revisione sistematica di quanto oggi sia conosciuto riguardo alla depressione post parto, un disturbo del tono dell’umore che è noto alle donne nella cultura popolare praticamente da sempre ma che ha ricevuto attenzione da parte della comunità scientifica e medica soltanto in tempi relativamente recenti. In particolare, in questo lavoro, l’attenzione è stata rivolta all’analisi dei fattori scatenanti di questo disturbo e quello che emerge dagli studi esaminati è la natura multifattoriale della depressione post parto, i cui meccanismi eziopatogenetici non sono chiari ma sembrano affondare le radici in ambiti di natura psicologica, biologica e sociale. Particolare attenzione è stata dedicata agli studi che hanno indagato il ruolo dei fattori biologici della malattia, al fine di poter identificare l’esistenza o meno di parametri facilmente misurabili in grado di prevenire l’insorgenza della depressione post parto, così deleteria per la madre ed il bambino.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 Introduzione e presentazione Il parto costituisce una cesura, un punto di non ritorno fra un prima ed un dopo. Il superamento della separazione biologica, se pur previsto, s’impone con tutta la sua concretezza e segna il passaggio, con la fine della gravidanza, ad una nuova dimensione della maternità. La separazione biologica rappresenta un vero e proprio punto critico che comporta la rottura di uno stato precedente e implica il costituirsi di un nuovo assetto della persona nei suoi molteplici aspetti (Kumar et al., 1984). Il tragitto che conduce dalla gravidanza alla nuova fase del rapporto tra madre e figlio riconosce, secondo l’interpretazione psicologico-analitica consolidata, alcuni punti di maggior rilievo: - la sensazione di dolore, quasi di sgomento per quanto viene perduto; in altre parole, la perdita di una parte di sé, del proprio corpo, identificata con il suo sé da parte della donna nonostante la consapevolezza della realtà del feto; - l’apertura al nuovo che viene acquisito: la rottura della summenzionata unità biologica trova la sua corrispondenza dal punto di vista psicologico nel passaggio dal bambino immaginato al bambino toccato e veduto, con possibili delusioni nella percezione di questo scarto; - il dover far fronte da parte della madre allo spazio vuoto che si è venuto a creare e il suo cercare di colmarlo, con reciproche soddisfazioni. Tutto questo è possibile solo grazie a una «regressione» in qualche modo pilotata dal neonato, per cui la madre e il neonato riescono a formare un tutt’uno. Questa identificazione della madre con il neonato e la inerente regressione permettono di colmare il vuoto determinatosi dopo il parto, favorendo il senso di continuità con la vita intrauterina. Progressivamente la madre e il neonato superano il senso della separazione indotto dal parto, il che permetterà al neonato medesimo di passare da una dipendenza assoluta a una dipendenza relativa.

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Laura Mariani Contatta »

Composta da 69 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2648 click dal 05/09/2008.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.