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Il ruolo dell'infermiere nel triage pediatrico

Informazioni tesi

  Autore: Cristian Tommaso Caradonna
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Medicina e Chirurgia
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Antonia Fierro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

Il triage nell’ospedale riveste un’importanza notevole dal fatto che al suo interno c’è l’analisi dei bisogni, l’identificazione delle priorità e la definizione degli obiettivi.
Il Triage nasce dalla necessità di assistere in tempi rapidi persone con priorità medico assistenziali di urgenza ed emergenza rispetto alla maggioranza degli utenti che afferiscono nei pronto soccorsi con problematiche differibili, ha determinato l’utilizzo di uno strumento regolamentato dalle normative del nostro paese, chiamato triage.
Il sistema di Triage è un processo che permette, fin dal momento in cui l’utente si presenta al Pronto Soccorso, la presa in carico dei suoi problemi, definendo e valutando i bisogni di salute, classificandoli in base alla priorità di conseguenza scegliendo il modo migliore per soddisfare i bisogni del malato, non solo fisici ma anche psicologici ed emotivi.
L’infermiere è il perno del sistema organizzativo di Triage, quindi è richiesto un elevato livello di performance sia dal punto di vista tecnico-assistenziale che da quello relazionale. Di fondamentale importanza è la motivazione e l’interesse per il proprio lavoro, la convinzione che la funzionalità del servizio e la sua efficienza sono legate in modo determinante alla qualità degli operatori e la consapevolezza di affrontare situazioni molto difficili, dove solo con un peculiare patrimonio di competenza professionale ed una buona disponibilità al dialogo, queste si possono affrontare e risolvere in modo positivo.
Il termine Triage è stato utilizzato in ambito sanitario come terminologia propria della medicina militare e la sua paternità viene attribuita al barone Jean Dominique Larrey (1766-1842), chirurgo capo dell’esercito napoleonico.
E’ nel 1970, negli Stati Uniti, che l’esperienza di Triage si muove verso l’ambito sanitario, con l’inizio dello sviluppo del Trauma care system, in cui precedentemente le vittime di incidenti venivano trasportate, con il metodo «scoop-and-run» (prendi e fuggi) all’ospedale più vicino, ma quasi sempre con esiti invalidanti oppure con la morte.
Si pose allora l’obiettivo di aumentare la sopravvivenza dei traumatizzati e le sperimentazioni successive allo sviluppo del Trauma care system, utilizzarono lo strumento di Triage già nel luogo dell’evento, per individuare i traumatizzati più gravi, in base ad indici di gravità, ai quali venivano prestate immediatamente le cure di supporto con il metodo «stay and play» (rimani e agisci), e poi trasportati non più nell’ospedale più vicino, bensì nei Trauma Centers, ovvero quegli ospedali attrezzati per ricevere traumatizzati.
Il Triage è nato per affrontare le grandi emergenze dove sono coinvolte più persone infortunate con differenti situazioni cliniche. Questo sistema permette di classificare l’intervento in base alla situazione clinica, vale a dire stabilire la priorità dell’evacuazione, di impostazione della terapia ed il ricovero nell’ambiente più adeguato.
L’assegnazione del codice colore è il «prodotto finale» di tutta la procedura di Triage e consiste nel collocare il paziente in una delle seguenti definizioni contrassegnate dal codice colore:
CODICE ROSSO: situazione di emergenza, pericolo immediato di vita;
CODICE GIALLO: situazione urgente, potenziale pericolo di vita dovuto alla minaccia di cedimento di uno dei parametri vitali;
CODICE VERDE: situazione non urgente, necessità di prestazione medica, non c’è pericolo della compromissione dei parametri vitali;
CODICE BIANCO: situazione non urgente inviabile ad un altro servizio sanitario.
Nel particolare, il pronto soccorso pediatrico si propone non solo come fulcro della rete assistenziale dell’emergenza-urgenza in età evolutiva, ma come fondamentale struttura da implementare per promuovere nuove forme assistenziali che prescindano dal facile ricovero integrando sempre più l’ospedale ed il territorio. Data la complessità di un servizio che, promuovendo una cultura multidisciplinare, coordina al meglio una tempestiva e completa risposta ospedaliera alle varie condizioni di criticità, si deduce che l’organizzazione dello stesso deve essere definita secondo criteri che garantiscano una funzionalità operativa abbastanza omogenea.
Infine è importante sottolineare che nel triage pediatrico per gestire, nelle situazioni più disperate, un corretto approccio con l’utente nell’età evolutiva bisogna sempre più considerare il rapporto operatore sanitario/paziente che, nel caso pediatrico, è duplice: genitore (il quale vive con particolare apprensione qualsiasi modificazione, anche lieve, dello stato di salute del proprio figlio) e bambino (il quale, specie nei primi anni di vita, può avere difficoltà ad esprimere i suoi disturbi). Pertanto sono fondamentali, per l’infermiere di triage, le capacità comunicative e relazionali, un convinto impegno professionale ed una costante motivazione nei confronti di se stesso e degli altri.

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5 INTRODUZIONE La scelta di quest’argomento tesi è stata dettata non solo dall’enorme importanza che riveste il triage nell’ospedale ma anche dal fatto che al suo interno c’è l’ analisi dei bisogni, l’identificazione delle priorità e la definizione degli obiettivi. Parlando di Triage si andrà ad analizzare: riferimenti legislativi relativi al Triage stesso, la storia e la motivazione per la quale è stato ideato, il Triage militare, che è stato il padre dell’attuale Triage, le finalità del Triage all’interno del DEA, le caratteristiche del personale addetto al triage, i requisiti richiesti e la formazione, l’ utilizzo della scheda di triage ed infine il Triage pediatrico, con relativi esempi nell’assegnazione dei codici di priorità, che verrà trattato nello specifico all’interno della mia tesi. L’argomento Triage sarà affrontato anche nel complesso della sua attuazione operativa, attraverso la procedura d’accettazione e prima valutazione, valutazione oggettiva-soggettiva, il metodo A,B,C,D, la scala di GLASGOW e i differenti codici di gravità, in modo da fornire una visione chiara del Triage. Nella parte finale si tratterà il processo di Triage pediatrico, così definito nei suoi presupposti storico culturali e nelle sue procedure operative, in quanto strumento essenziale per una migliore organizzazione assistenziale delle Unità Operative di Pediatria, dei Pronto Soccorsi Pediatrici, dei Pronto Soccorsi Generali e dei DEA.

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