Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il fenomeno della corruzione: teoria economica e politiche di contrasto

Il fenomeno della corruzione, sebbene abbia profonde implicazioni economiche, è stato per lungo tempo poco studiato dagli economisti.
Lo scopo di questo lavoro è quello di illustrare alcune tra le più significative analisi economiche sull’argomento.
A tal fine, sono stati analizzati alcuni modelli teorici relativi a quella che in letteratura viene definita “economia della corruzione”, partendo dai primi studi sull’argomento compiuti da Susan Rose-Ackerman dalla seconda metà degli anni settanta.
Con l’espressione “economia della corruzione” si intende, appunto, lo studio di tale fenomeno mediante gli strumenti propri dell’economia. Nello specifico, è stato analizzato il comportamento corrotto di agenti razionali, le ipotesi sotto le quali tale comportamento viene posto in essere dai soggetti, e le conseguenze che da esso derivano sia all’interno, sia all’esterno dell’organizzazione in cui questi agenti operano.
In particolare, mi sono occupata delle implicazioni economiche della corruzione a livello micro e macro economico. È stato analizzato, infatti, il comportamento dei singoli individui che, a vario titolo, partecipano allo scambio corrotto. A tal fine è stato utilizzato il modello teorico Principale-Agente, che si è dimostrato essere un utile strumento di analisi negli studi economici sulla corruzione. A livello macroeconomico, invece, sono state analizzate le conseguenze generate dalla corruzione sul sistema economico, con particolare enfasi sugli effetti della corruzione nel settore pubblico (ossia, corruzione politica e burocratica). Inoltre, è stato fatto un breve cenno ai rapporti che intercorrono tra corruzione, povertà e sviluppo economico.
Infine, sono state descritte alcune politiche di contrasto al fenomeno elaborate dalla teoria economica.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 PREMESSA L’idea di occuparmi del fenomeno della corruzione per la tesi di laurea è nata, inconsciamente, in una delle lezioni del corso di Politica Economica tenuto dal Professore Ferdinando Grossi. Ricordo che in una delle ultime lezioni del corso, il Professore ci parlò di una “Teoria economica della corruzione”, questa lezione suscitò in me un particolare interesse e mi è ritornata alla mente a distanza di un anno, quando ho iniziato a pensare a quale sarebbe stato l’argomento del mio lavoro di tesi. Alla base di questa scelta, naturalmente, ci sono anche motivazioni personali: prima di tutto perchè come persona che crede profondamente nel valore dell’onestà, viene spontaneo chiedersi perché ci si debba quasi rassegnare a vivere in una società corrotta; in secondo luogo perché credo che la corruzione rappresenti un forte limite al progresso economico (e prim’ancora sociale ) di un paese che voglia definirsi democratico; infine perché da studentessa di economia, mi ha incuriosito sapere che esistono degli studi e delle vere e proprie teorie economiche su questo fenomeno che invade, a tutti i livelli, il mondo che ci circonda.

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Patrizia Corvino Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7088 click dal 11/09/2008.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.