Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L’impatto del volume prostatico nella pianificazione del numero ottimale di prelievi nella biopsia prostatica transperineale

In questo studio abbiamo riportato la detection rate ottenuta nella nostra esperienza con l’esecuzione di uno schema bioptico transperineale ecoguidato a 14 prelievi. I risultati ottenuti con lo schema a 14 prelievi sono stati comparati in termini statistici con quelli estrapolabili dagli schemi bioptici con numero inferiore di prelievi al fine di ottimizzare il numero di prelievi da eseguire in base al volume prostatico valutato con l’ecografia transrettale.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 1. INTRODUZIONE Il carcinoma della prostata, nei paesi occidentali, rappresenta la neoplasia più frequente dopo i tumori del polmone e del colon, nell'ambito della popolazione maschile, ed è il tumore con più alta incidenza negli uomini al di sopra dei 65 anni. La diagnosi di carcinoma prostatico (CaP) richiede il riscontro istologico di tessuto neoplastico durante l’esecuzione di una biopsia. L’avvento dell’ecografia trans-rettale ha rivoluzionato le tecniche di biopsia prostatica e ne ha enormemente aumentato l'accuratezza diagnostica. L'utilizzo del PSA come esame di screening per il CaP ha incrementato il numero di biopsie prostatiche ecoguidate che annualmente vengono effettuate. Alla luce degli oltre 175.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno nei soli Stati Uniti di CaP e dei moltissimi pazienti biopsiati perché ritenuti a rischio di neoplasia, la biopsia prostatica ecoguidata è ormai diventata patrimonio culturale di qualsiasi urologo. Lo screening per il CaP è un argomento controverso. Sebbene negli ultimi decenni si sia osservato un declino nella mortalità (intesa come overall mortality) nei pazienti con carcinoma prostatico, vi sono alcune evidenze sul fatto che questo declino sia dovuto ad un miglior controllo medico della malattia avanzata piuttosto che ad una diagnosi in stadio precoce. Numerose associazioni tra cui l’American Urological Association (AUA), L’European Association of Urology (EAU), l’American Cancer Society e l’American college of Physicians raccomandano ai medici solamente di mettere al corrente i pazienti dei rischi e benefici di sottoporsi a screening per il carcinoma prostatico e di assisterli nella

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Matteo Ciaccia Contatta »

Composta da 51 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1175 click dal 09/09/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.