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Annihilatio mundi e ricostruzione simbolica - Un'analisi politico-antopologica del rito dei flagellanti

La tesi ha per oggetto l'analisi e l'interpretazione delle pratiche rituali con il fine di mettere in evidenza la doppia funzione, distruttiva e ricostruttiva, di queste. In particolare utilizza un rito di flagellazione ancor oggi praticato in un paese in provincia di Catanzaro, Nocera Terinese.
La chiave interpretativa è data dalla teoria di Renè Girard, che analizza la funzione del rito e la valenza che esso assume come elemento do coesione e di formazione dell'identità di un popolo.
E' descritto il rito dei Vattienti di Nocera Terinese così come si svolge oggi. Ho preferito delineare lo scenario storico simbolico in cui il rito ha origine individuando nel Seicento il momento in cui la flagellazione diviene collettiva e pubblica.
Del seicento ho analizzato il quadro artistico, filosofico, scientifico e teatrale mettendo in evidenza per ognuno di questi ambiti gli elementi simbolici che a mio parere sono presenti nel rito dei Vattienti; vi è inoltre una ricerca documentale sulla pratica della flagellazione nel Seicento e una ricerca delle tracce di questo rito nella mia terra, la Sicilia.

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I Introduzione Il rito dei flagellanti di Nocera Terinese, un paese dell'entroterra calabrese, ha luogo il Sabato Santo di ogni anno. L'analisi di questo particolare rito ha voluto essere, per noi, una via d'accesso al mondo delle pratiche rituali con il fine di mettere in rilievo la doppia funzione, distruttiva e ricostruttiva, di queste. Il titolo della tesi: Annihilatio mundi e ricostruzione simbolica. Un'analisi politico- antropologica del rito dei flagellanti, fa riferimento a questa duplice valenza del rito. L'espressione annihilatio mundi richiama una nota ipotesi formulata da Tommaso Hobbes, in Elementi di legge naturale e politica, in questi termini: "per comprendere quel che intendo per potere conoscitivo, dobbiamo ricordare e concedere che nella nostra mente si trovano in continuazione certe immagini o concetti delle cose a noi esterne, in modo tale che, se un uomo potesse sopravvivere e tutto il resto del mondo venisse annientato, egli tuttavia conserverebbe l'immagine di esso, e di tutte quelle cose che vi avesse precedentemente visto e percepito". In questo contesto, il richiamare l'espressione hobbesiana serve a sottolineare la funzione rituale, per così dire costruita, dell'annihilatio. L'aspetto rituale è, d'altronde, strettamente legato alla cultura del Seicento, a quella cultura che ha fatto della distruzione del mondo e della sua ricostruzione, fastosamente

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Emanuela Parisi Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1847 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.