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Dal fotografico al digitale: il direttore della fotografia

Questa tesi cerca di analizzare in che modo in questi anni si è evoluta la pratica del direttore della fotografia cinematografica. Nel primo capitolo si tenterà di delineare le differenze tecniche che sussistono tra supporto fotografico e supporto digitale, le differenze percettive che i due supporti comportano e i nuovi strumenti in possesso del direttore della fotografia per produrre un’estetica e un immaginario filmico.
Nel secondo capitolo si analizzerà il lavoro di due direttori della fotografia, Robby Muller e Paolo Ferrari, che si sono confrontati per primi con i nuovi supporti numerici, e si tenterà di delineare lo sguardo autoriale che i due hanno veicolato con la loro pratica. Il lavoro di questi due artisti ci permetterà di esaminare i paradigmi estetici ed etici che hanno portato Autori del calibro di Wenders, Von Trier e Giuseppe Bertolucci a utilizzare i supporti digitali e di analizzare il pensiero profondo che c’è dietro questa scelta, che li ha portati in alcuni casi a discorsi in parte in antitesi tra di loro.

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INTRODUZIONE << Sebbene in futuro, che spero lontano, il cinema tradizionale sia destinato a soccombere, al momento la pellicola e il digitale rappresentano ancora due aspetti complementari, due mezzi che determinano altrettante forme, due varianti di uno stesso linguaggio, adeguate a seconda della tipologia di esperienza che si intende compiere, due linee che convergono e spesso si dipanano.>> 1 Chimica ed elettronica, quindi, nella genesi dell’ immagine filmica sembrano negli ultimi anni convivere insieme, generando due estetiche a volte complementari, a volte in antitesi. Oggi la resistenza del settore cinema all’invasione digitale appare ancora forte, ma la nostra generazione si troverà sempre più di fronte a una situazione in cui il digitale investirà tutte le fasi cinematografiche per eccellenza (produzione, distribuzione ed esercizio). Si pensa, infatti, che entro il 2015 tutti i Paesi occidentali si doteranno di un sistema di proiezioni cinematografiche in Alta Definizione, a quel punto anche la distribuzione avverrà via satellite e la produzione di film su supporto digitale aumenterà vertiginosamente. Dopo essere entrata a pieno carico nella fase di post produzione del film, oggi la tecnologia digitale ha superato il periodo sperimentale per quel che riguarda la fase di ripresa e sempre più Autori cominciano a confrontarsi con questo nuovo mezzo per fare cinema. Questa tesi cerca di analizzare in che modo in questi anni si è evoluta la pratica del direttore della fotografia cinematografica. Nel primo capitolo si tenterà di delineare le differenze tecniche che sussistono tra supporto fotografico e supporto digitale, le differenze 1 ZAGARRIO, Vito in UVA, Christian. Il digitale nella regia. Dino Audino Editore, Roma 2004 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Nigro Contatta »

Composta da 76 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 7715 click dal 15/09/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.