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Non tutto il male viene per nuocere - Il vincolo e la risorsa nelle storie di genitori separati e dei loro figli adolescenti

Sempre più genitori che stanno vivendo una situazione di disagio relativa ad una separazione o ad un divorzio, si rivolgono a specialisti per ricercare un sostegno al “malessere “ dei figli. Malessere che solo raramente riconducono alla situazione di conflitto ed ai cambiamenti che la famiglia si è trovata ad affrontare. Stupiti ed amareggiati, questi genitori spesso descrivono con cura i comportamenti dei figli a causa dei quali si sono rivolti ad un terapeuta. Questi ragazzi vengono definiti ”aggressivi”, “estremamente introversi”, “litigiosi e violenti”, etc.
Il lavoro qui presentato, scritto a conclusione del percorso di specializzazione quadriennale del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, ha permesso, a partire da una breve analisi delle principali teorie sull’elaborazione della separazione e del divorzio di soffermarsi, in particolar modo, sui processi psicologici vissuti da ragazzi preadolescenti ed adolescenti in relazione a questo evento.
Attraverso il racconto del percorso terapeutico, il lavoro ha avuto l’obiettivo di “leggere” le storie presentate a partire da alcune idee mutuate dalla terapia sistemica: il concetto di curiosità, irriverenza e pregiudizio (Cecchin, Lane e Ray, 1993;1997), la riflessione sul tempo di Boscolo e Bertrando (1993 ) e il concetto di lealtà di Boszormeny-Nagy e Spark (1973).

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4 Introduzione: parlare per storie La storia di ognuno di noi, così come le storie riportate in questo lavoro, potrebbe essere raccontata in modi sempre differenti. Questa pluralità di narrazioni diventa particolarmente evidente in quanto vi è la storia che racconta il minore e quella della famiglia, quella che ricostruiscono gli psicologi e l’equipe, quella del supervisore, oltre che, in questo specifico contesto, quella del narratore e del lettore (Epson, White e Murray, 1998; White, 1997). Lavorando da due anni in un Consultorio Familiare, ho potuto osservare come sempre più genitori che stanno vivendo una situazione di disagio relativa ad una separazione, si rivolgono a specialisti per ricercare un sostegno al “malessere “ dei figli. Malessere che solo raramente riconducono alla situazione di conflitto ed ai cambiamenti che la famiglia si è trovata ad affrontare. Stupiti ed amareggiati, spesso descrivono con cura i comportamenti dei figli a causa dei quali si sono rivolti ad un terapeuta. Questi ragazzi vengono definiti ”aggressivi”, “estremamente introversi”, “litigiosi e violenti”, etc. Nel corso del lavoro, mi sono state molto utili alcune idee, mutuate dalla terapia sistemica, in particolare il concetto di curiosità, irriverenza e pregiudizio (Cecchin, Lane e Ray, 1993;1997) e la riflessione sul tempo di Boscolo e Bertrando (1993 ). In primo luogo, infatti, ho potuto confrontarmi con i miei “pre-giudizi” sul divorzio e sulla separazione, accettando la possibilità di dubitare delle mie idee e di sforzarmi, di volta in volta, di utilizzarle in alcune situazioni e non in altre. In secondo luogo ho avuto modo di utilizzare l’idea del tempo. Tempo che diventa uno degli snodi fondamentali della terapia con famiglie in fase di separazione. Tempo dei coniugi, dei figli e, non ultimo, del terapeuta che viene investito del compito di agevolare la famiglia nel trovare un significato condiviso a questa esperienza.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Cristina Ceriani Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2580 click dal 15/09/2008.

 

Consultata integralmente 13 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.