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Il reato aberrante

Questo mio lavoro vuole essere uno studio del "reato aberrante" che ripercorre il passato ed il presente di questo istituto tramite le appassionate discussioni dottrinali e le decisioni della giurisprudenza che, a volte, ha fatto proprie le tesi degli studiosi e, sempre più spesso, ha dato spunti nuovi per rendere ancora più vivi i dibattiti in materia. Tutto, naturalmente, con uno sguardo al futuro e alle varie proposte di riforma che si sono susseguite negli ultimi anni.
In dottrina c’è chi auspica un’ abolizione del reato aberrante, ritenuta norma “inutile”, e chi propende solo per una modifica del trattamento sanzionatorio.
Gli artt. 82 e 83 c.p. sono, invece, disposizioni molto attuali.
Basti pensare a cosa accade, a volte, nel classico “regolamento di conti” mafioso, quando gli esecutori materiali, spesso per un “banale” errore di mira, colpiscono passanti innocenti.
O nelle sempre più frequenti liti passionali, in cui spesso viene offeso chi casualmente si trovava a passare accanto alla vittima designata o si trovava in sua compagnia.
Negli ultimi anni le cronache nere ci hanno reso partecipi di fatti come questi, che ricadono nella disciplina dell’aberratio ictus, ex art. 82 c.p..
L’istituto dell’ aberratio delicti, poi, è reso ancor più odierno grazie al rinvio espresso dall’ art. 586 c.p..
La morte come conseguenza di altro delitto è, purtroppo, oggi molto diffusa, soprattutto nei casi di spaccio di stupefacenti.
Le parti coinvolte in questo tipo di reati non sono solo i “personaggi famosi”, che spesso hanno occupato le pagine dei giornali, ma sono purtroppo tanti giovani, vittime di una dipendenza e dei loro fornitori.

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4 IL REATO ABERRANTE Definizione di Aberratio. Fattispecie tipiche. Si parla di reato aberrante quando si determina una divergenza tra lo sviluppo dell’ avvenimento previsto e quello verificatosi nella realtà. Tale divergenza può derivare sia da un errore nell’ uso dei mezzi di esecuzione del reato, sia da altre cause accidentali ed indipendenti dal fatto dell’agente. Cause che, quindi, incidono nella fase di esecuzione di una volontà validamente formatosi, distinguendo la fattispecie in esame da quella prevista dall’art. 47 c.p. 1 , dove l’errore si verifica nella formazione della volontà. L’ attuale disciplina del reato aberrante costituisce, nel nostro ordinamento, un netto ampliamento rispetto all’istituto così come si è venuto storicamente configurando. Infatti, un preciso riferimento alla problematica della c.d. divergenza personale, è già presente nelle fonti del diritto romano 2 . Nessun riferimento esiste, invece, per le ipotesi di aberratio delicti. La prima regolamentazione della fattispecie dell’ aberratio ictus si trova nell’ art. 358 del Progetto del codice Zanardelli, relativo allo “omicidio e alle lesioni personali” 3 . Norma trasferita, poi, nella parte generale del codice all’ 1 Art. 47 c.p.: Errore di fatto. Questo tipo di errore cade su uno o più elementi che sono richiesti per l’ esistenza del reato. Questa condizione può essere dovuta tanto a motivi fattuali, quanto a motivi di diritto. Per questo motivo l’ intestazione dell’intero articolo non risulta pienamente coerente con il contenuto delle regole poste. Ciò che conta è, infatti, che la falsa rappresentazione concerna un elemento essenziale di fatto, senza tener conto delle qualifiche che, eventualmente, ne facciano parte. Si tratta, quindi di errore sul fatto e cagiona sempre l’ esclusione del dolo, salvo deroghe espressamente sancite. L’ errore disciplinato nel III comma dell’ art. 47 c.p. è, invece, un errore di diritto che cade su una qualifica normativa del fatto. Comunque, così come disciplinato dal II comma dello stesso articolo, l’ errore sul fatto che costituisce reato non esclude mai la punibilità per un reato diverso, se ne sussistono gli elementi. 2 Digesto. Fr. 18 – par. 3 D, 47, 10. Riportato in FERRINI, Diritto penale romano, Milano 1999, pg. 142 3 Codice penale per il Regno d’ Italia, Verbali delle Commissioni, Art. 358, Stamperia Reale, pg. 627

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Consuelo Occhiuto Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.