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Pattern isoenzimatico e attività di perossidasi in frutti di pomodoro dela linea HP-1 maturati in presenza o assenza della radiazione UV-B

Il pomodoro, uno degli alimenti fondamentali della dieta mediterranea, è oggetto di ampio interesse sia da parte dei produttori e consumatori in virtù delle sue ben note proprietà salutistico-nutrizionali, sia da parte dei ricercatori, che lo utilizzano come specie modello per lo studio di numerosi processi fisiologici, biochimici e molecolari.
La crescita del frutto di pomodoro, una volta terminata la fase di divisione cellulare,procede attraverso una fase di distensione delle cellule cui si oppone l’irrigidimento della parete cellulare. Molti autori hanno riscontrato

un collegamento tra questo fenomeno e l’attività delle perossidasi di parete associato alla comparsa di nuove isoforme in prossimità della

cessazione della crescita del frutto (Andrews et al. 2000) tanto che si presume che le proprietà meccaniche della buccia, determinate in parte da tale attività enzimatica, siano alla base del raggiungimento delle dimensioni finali del frutto.

La radiazione UV-B (280-315 nm) presente nello spettro solare è ritenuta indurre un aumento delle specie reattive dell’ossigeno all’interno delle cellule, tra le quali il perossido di idrogeno che rappresenta un substrato naturale delle perossidasi.

Obiettivo della presente tesi è stata la valutazione dell’influenza della radiazione UV-B sulle perossidasi nel mutante fototropico di pomodoro high pigment-1 (hp-1) caratterizzato da un’eccessiva risposta alla stimolazione luminosa.

Le analisi sono state condotte su frutti di piante cresciute in due tunnel,uno di controllo e l’altro ricoperto da un film plastico che impediva il passaggio della radiazione UV-B. I frutti sono stati raccolti a tre differenti stadi di maturazione: verde, invaiato e maturo.

E’ stata valutata l’attività degli enzimi perossidasici solubili e legati alla parete estratti sia dalla polpa che dalla buccia. E’ stato inoltre visualizzato il pattern delle isoforme perossidasiche tramite separazione in PAGE e successiva colorazione specifica. Dato che l’attività perossidasica sembra essere responsabile dell’irrigidimento della parete stessa, è stato inoltre valutato sia il contenuto dei principali acidi idrossicinnammici, precursori dei monolignoli, sia il contenuto in lignina.

Alla luce dei risultati ottenuti dalle analisi fin qui svolte, possiamo concludere che la schermatura della radiazione UV-B esercita importanti effetti sull’attività e sul pattern delle perossidasi solubili e legate ionicamente e covalentemente alla parete delle cellule della polpa e della buccia di frutti di pomodoro durante la maturazione. Più precisamente lo stadio di invaiatura è risultato la fase maturativa caratterizzata da maggiore attività perossidasica sia nel controllo che nel trattamento.

Infine, anche le analisi biochimiche svolte allo scopo di misurare l’accumulo di alcune molecole appartenenti alla classe degli acidi idrossicinnammici nonché dei flavonoidi totali in relazione alla schermatura UV-B, hanno messo in luce il profondo effetto di tale radiazione dimostrando, quindi, il possibile utilizzo di specifici filtri plastici come mezzo ecosostenibile per modulare il contenuto di nutrienti nel frutto di pomodoro.

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2 1.INTRODUZIONE 1.1 IL CONCETTO DI QUALITA’ NEI PRODOTTI DI ORIGINE VEGETALE Come riportato da Peri (1994) per qualità si può intendere “l’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio, che conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse od implicite del consumatore o del fruitore del servizio”. La direttiva UNI EN ISO 9000: 2000 relativa ai sistemi di gestione della qualità, ne ha dato una definizione simile esprimendola come il grado con cui un insieme di caratteristiche intrinseche soddisfa i requisiti, dove la voce requisito rappresenta un’esigenza o aspettativa che può essere espressa, ma anche essere implicita o cogente. In questi termini, nel campo dei prodotti destinati all’alimentazione, i requisiti sono senza dubbio di natura nutrizionale, organolettica ed igienico-sanitaria. Pertanto la misura in cui tali bisogni ed aspettative vengono soddisfatti è, per definizione, il livello di qualità del prodotto o servizio. E' evidente che la qualità non può essere definita in termini assoluti, ma nasce piuttosto dai bisogni e dai desideri dei consumatori. Visto che questi cambiano nel tempo, anche il concetto di qualità è dinamico e si è evoluto nel tempo. Negli ultimi anni infatti il concetto di qualità si è esteso e l’alimento non è più valutato soltanto in base alla sua capacità di fornire energia connessa al contenuto in glucidi, lipidi e proteine, ma ad esso viene attribuita un'importanza sempre maggiore in relazione all’apporto di nutrienti minori, i cosiddetti fitochimici, che hanno un ruolo determinante nella dieta per i loro benefici effetti sulla salute per la loro azione antiossidante (Ashwell, 2001). Verso l’ampia classe degli antiossidanti di origine vegetale i medici ed i nutrizionisti stanno guardando con sempre più interesse per le numerose evidenze scientifiche che considerano questi composti chimici in grado di salvaguardare l’organismo dall’insorgenza di patologie ampiamente diffuse (cancro, arteriosclerosi, artrite, cataratta, diabete), grazie alla loro

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Agraria

Autore: Denise Argento Contatta »

Composta da 91 pagine.

 

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