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Nuove strategie comunicative: il gruppo Aquolina

Informazioni tesi

  Autore: Antonietta Loffredo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Napoli
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze della comunicazione
  Relatore: Maddalena della Volpe
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 81

Il lavoro parte delle teorie classiche della comunicazione che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita delle organizzazioni moderne. In particolare lo studio dei cinque filoni organizzativi più importanti, nel 1° capitolo, dà la possibilità di capire come queste teorie abbiano portato all’evolversi di un tipo di comunicazione fieristica. Lo studio parte dai primi sociologi dell’organizzazione che capirono agli inizi del 900 l’importanza della comunicazione nell’azienda, come Barnard. Taylor e Weber, che si soffermano sulla razionalizzazione delle organizzazioni, analizzando l’azienda come un meccanismo composto da regole rigide. Mayo si dedica invece alla valorizzazione delle risorse umane analizzando i dipendenti dal punto di vista psicologico e sociale (in particolare si sofferma sulle Human Relations). Lawrence e Lorsh, successivamente, parlano di governo delle contingenze mettendo in primo piano il problema di affrontare l’incertezza proveniente dall’ambiente esterno. Selznick, poco dopo, si occupa dell’organizzazione come un’istituzione connessa con i valori dell’ambiente in cui opera, nel filone dell’intervento proattivo verso l’interno e l’esterno. Infine, Burns e Stalker, si occupano dello studio della comunicazione organizzativa e diventano i precursori dell’impresa rete nel filone della gestione delle reti organizzative.
Questi studi approfonditi sulla comunicazione organizzativa danno un contributo interessante all’analisi della comunicazione fieristica, che rappresenta, negli ultimi anni, uno dei mezzi più utilizzati per contattare nuovi mercati e sostenere una forte immagine aziendale. Questo tipo di comunicazione comporta ingenti investimenti finanziari e sforzi organizzativi per le aziende. Spesso i costi per la partecipazione alle fiere rappresentano l’intero budget di comunicazione e promozione.Successivamente, nel 2° capitolo, si passa all’analisi del mercato della cosmesi che è stato definito un trend destinato a crescere nonostante, durante il suo corso, qualche periodo negativo si sia verificato., come è accaduto negli anni settanta. Il business della cosmesi sta assumendo una connotazione interplanetaria poiché le varie culture si amalgamano e si riversano in uno scenario dalle caratteristiche sempre più universali. Importante è l’andamento della cosmesi in Italia che, come informano i dati Unipro del 2006, presenta una ripresa significativa per quanto riguarda i consumi di cosmetici con un volume totale superiore agli 8.700 milioni di euro. La crescita di consumi di cosmetici è sicuramente favorita dalla ripresa generale della propensione all’acquisto di beni di consumo, ma si conferma con la dinamica più accelerata rispetto ad altri comparti tradizionalmente confrontati come la moda e la calzatura.
Dopo aver analizzato il mercato della cosmesi, si arriva all’analisi dettagliata dell’azienda Selectiva SpA nata nel 2001 dal già affermato Gruppo Paglieri e dedicata alla produzione e distribuzione di prodotti nell’area personal care, della cosmesi e delle fine fragrances per il canale selettivo. L’azienda, che si presenta con il marchio Aquolina, in soli cinque anni si è affermata in ambito nazionale ed internazionale, divenendo oggi uno dei successi più consolidati della profumeria. L’analisi affrontata nel 3° capitolo è il cuore della ricerca effettuata sul marchio Aquolina all’interno della realtà fieristica del Cosmoprof di Bologna. Quest’evento nasce nel 1967 come riferimento mondiale per il comparto profumeria e cosmesi e consolida, anno dopo anno, la propria leadership internazionale nel settore della bellezza. La partecipazione al Cosmoprof offre importanti momenti e opportunità di crescita alle aziende che intendono espandersi a livello internazionale, e garantisce agli espositori una visibilità immensa e opportunità commerciali nei Paesi a più alto tasso di crescita.

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7 Introduzione Il lavoro parte delle teorie classiche della comunicazione che hanno avuto un ruolo fondamentale nella vita delle organizzazioni moderne. In particolare lo studio dei cinque filoni organizzativi più importanti, nel 1° capitolo, dà la possibilità di capire come queste teorie abbiano portato all’evolversi di un tipo di comunicazione fieristica. Lo studio parte dai primi sociologi dell’organizzazione che capirono agli inizi del 900 l’importanza della comunicazione nell’azienda, come Barnard. Taylor e Weber, che si soffermano sulla razionalizzazione delle organizzazioni, analizzando l’azienda come un meccanismo composto da regole rigide. Mayo si dedica invece alla valorizzazione delle risorse umane analizzando i dipendenti dal punto di vista psicologico e sociale (in particolare si sofferma sulle Human Relations). Lawrence e Lorsh, successivamente, parlano di governo delle contingenze mettendo in primo piano il problema di affrontare l’incertezza proveniente dall’ambiente esterno. Selznick, poco dopo, si occupa dell’organizzazione come un’istituzione connessa con i valori dell’ambiente in cui opera, nel filone dell’intervento proattivo verso l’interno e l’esterno. Infine, Burns e Stalker, si occupano dello studio della comunicazione organizzativa e diventano i precursori dell’impresa rete nel filone della gestione delle reti organizzative. Questi studi approfonditi sulla comunicazione organizzativa danno un contributo interessante all’analisi della comunicazione fieristica, che rappresenta, negli ultimi anni, uno dei mezzi più utilizzati per contattare nuovi mercati e sostenere una forte immagine aziendale. Questo tipo di comunicazione comporta ingenti investimenti finanziari e sforzi organizzativi per le aziende. Spesso i costi per la partecipazione alle fiere rappresentano

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