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I profili costituzionali della responsabilità d'imposta

Il rispetto dei principi costituzionali rappresenta una garanzia insopprimibile dell’intera fase di attuazione del prelievo fiscale. Questo è l’insegnamento coralmente tramandato dai più autorevoli studiosi di diritto tributario (Vanoni, Allorio, De Mita, Lombardi, Moschetti, solo per citarne alcuni).
E’ dalla lettura della Carta, infatti, che si evincono il fondamento ed i limiti della potestà impositiva conferita allo Stato ed alle sue articolazioni locali. I valori in essa solennemente proclamati devono ispirare ed informare l’operato del legislatore e le decisioni giurisprudenziali. Lo Statuto dei Diritti del Contribuente, in tal senso, costituisce uno dei progetti più ambiziosi di introdurre una legislazione tributaria costituzionalmente orientata e si prefigge l’obiettivo di bilanciare le due principali esigenze che si contrappongono nel fenomeno impositivo, la tutela dei diritti fondamentali del singolo contribuente e la percezione sollecita e sicura dei tributi.
Il problema dell’osservanza dei precetti costituzionali si profila, però, con particolare intensità nei casi in cui si assiste al coinvolgimento nella fase riscossiva di soggetti estranei al presupposto del tributo, tenuti a rispondere dell’obbligazione tributaria in luogo od insieme a colui che manifesta la capacità contributiva. Si è dibattuto, in dottrina, se tali “obbligati” possano classificarsi nel novero dei cd. soggetti passivi. L’opinione negativa prevale fra quanti fanno dipendere la qualificazione soggettiva dalla realizzazione della situazione-base che giustifica il prelievo, laddove l’adesione alla tesi positiva trova conforto nell’imputazione ad essi dell’effetto giuridico corrispondente al pagamento.
In ogni caso, l’equilibrio delle posizioni individuali rispetto al Fisco si ottiene con l’operatività della rivalsa, configurantesi quale obbligo per il sostituto e diritto per il responsabile d’imposta.
Quest’ultima figura soggettiva suscita particolare interesse ai fini della presente indagine. Segnatamente, si vuole illustrare il criterio con cui si è inteso motivare il permanere dell’obbligazione di pagare il tributo in capo a colui che eserciti infruttuosamente l’azione di regresso nei confronti del debitore d’imposta, proporre la ripartizione delle attuali ipotesi di responsabilità, ma soprattutto procedere ad un corretto inquadramento della figura stessa alla luce dei precetti costituzionali.

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3 INTRODUZIONE Il rispetto dei principi costituzionali rappresenta una garanzia insopprimibile dell’intera fase di attuazione del prelievo fiscale. Questo è l’insegnamento coralmente tramandato dai più autorevoli studiosi di diritto tributario (Vanoni, Allorio, De Mita, Lombardi, Moschetti, solo per citarne alcuni). E’ dalla lettura della Carta, infatti, che si evincono il fondamento ed i limiti della potestà impositiva conferita allo Stato ed alle sue articolazioni locali. I valori in essa solennemente proclamati devono ispirare ed informare l’operato del legislatore e le decisioni giurisprudenziali. Lo Statuto dei Diritti del Contribuente, in tal senso, costituisce uno dei progetti più ambiziosi di introdurre una legislazione tributaria costituzionalmente orientata e si prefigge l’obiettivo di bilanciare le due principali esigenze che si contrappongono nel fenomeno impositivo, la tutela dei diritti fondamentali del singolo contribuente e la percezione sollecita e sicura dei tributi. Il problema dell’osservanza dei precetti costituzionali si profila, però, con particolare intensità nei casi in cui si assiste al coinvolgimento nella fase riscossiva di soggetti estranei al presupposto del tributo, tenuti a rispondere dell’obbligazione tributaria in luogo od insieme a colui che manifesta la capacità contributiva. Si è dibattuto, in dottrina, se tali “obbligati” possano classificarsi nel novero dei cd. soggetti passivi. L’opinione negativa prevale fra quanti fanno dipendere la qualificazione soggettiva dalla

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Roberto Carotenuto Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.